VERSIONE MOBILE
 
 Lunedì 8 Febbraio 2016
NBA

Curry: "Jump shooting team? No, jump shoot-making team"

Curry parla del credo dei Warriors, della sua crescita e di come abbia superato momenti difficili.
04.02.2016 18:02 di Simone Mazzola Twitter:   articolo letto 237 volte

Steph Curry si presentava alla partita contro i Wizards con 50 punti nelle precedenti tre partite. Si parlava già di slump, difficoltà o appagamento e lui ha voluto fugare ogni dubbio andando a festeggiare da Obama con 51 punti sulla testa dei Wizards. Ormai è il volto della lega e rappresenta l'icona del miglior giocatore in circolazione, avendo spodestato LeBron Lames e avendo creato una specie di magia intorno a lui. Nei giorni scorsi ha rilasciato un'interessante intervista a Zach Lowe di ESPN, regalando spunti interessanti.

Ovviamente il topic che si fa sempre più insistente è il record di 73 vittorie: "Ne abbiamo parlato apertamente forse due volte tra di noi -ha ammesso- ma l'importante è arrivare sani e in forma per i playoffs, perchè ciò che conta è vincere il titolo. Dovessimo arrivare in buona posizione sul finire della stagione regolare, allora cercheremmo di cogliere l'occasione di fare la storia".
Il suo gioco e quello degli Warriors è talmente monitorato, studiato e vivisezionato che in molti stanno cercando o di imitarlo o di trarne ogni insegnamento possibile per fermarlo. Curry è il protagonista del progetto "Degree MotionSense" che fa il tracking degli atleti per studiarne tempi di movimento, rilascio della palla e forza impiegata: "E' un'iniziativa molto utile perchè aiuta a migliorare giorno dopo giorno, ma quando gioco ovviamente non penso se ho impiegato mezzo secondo in più a tirare o messo meno forza nel crossover. Utilizzo questi dati in estate quando devo progredire e lavorare su alcuni aspetti del mio gioco, ma tutta questa mole d'informazioni va usata nel giusto modo".

I Warriors muovono la palla e creano tiri aperti da ogni posizione, ma l'etichetta jump shooting team non piace a Steph: "Non importa ciò che dice Charles (Barkley ndr.). Noi muoviamo la palla, giochiamo ad alti ritmi e creiamo tiri aperti piazzati per giocatori che sono in grado di segnarli. Siamo un jump shoot-making team".
Durante la scorsa stagione, però, nella serie contro Memphis tutto il flow era stato smarrito e sembrava che la squadra potesse crollare avendo perso la fiducia in se stessa: "E' vero abbiamo avuto difficoltà e abbiamo smarrito il nostro solito ritmo, ma dopo la sconfitta in gara 3 io e Draymond siamo andati al Blues City Cafè di Memphis, abbiamo fatto una cena a base di costine e qualche drink parlando di tutto fuorchè di basket. Dovevamo liberare la mente e rilassarci, infatti ci è servito per le successive partite".

Ora sono tutti sul suo carro, ma qualche anno fa quando le sue caviglie erano più fragili del cristallo e gli infortuni ricorrenti, la scelta dei Warriors di puntare su lui fu rischiosa: "Ricordo perfettamente quel momento. Ero quasi pronto a rientrare dall'infortunio ed eravamo impegnati a Sacramento. Ho fatto qualche tiro nel riscaldamento e tornando in spogliatoio appresi la notizia che Monta (Ellis) e Ekpeh (Udoh) erano stati scambiati con Milwaukee. Jackson venne da me e mi disse che era arrivato il mio momento e dovevo sfruttarlo al meglio. La cosa mi riempì di fiducia e oggi siamo qui a parlarne dopo un MVP e un titolo".


Altre notizie - NBA
Altre notizie

GALLINARI ESPUGNA IL MADISON, FACILE I CELTICS, CLIPPERS CORSARI A MIAMI

Nella notte del Superbowl la NBA anticipa le sue quattro partite per poi dare spazio al main event. I Denver Nuggets di Danilo Gallinari espugnano il Madison Square Garden, anche grazie a un canestro da metà campo proprio del Gallo per chiudere il primo tempo. Nei Knic...

16°PUNTATA: SACCHETTI DA CASTELLETTO AL TRIPLETE TRA SPETTACOLO E VITTORIE

16°puntata: Sacchetti da Castelletto al triplete tra spettacolo e vittorieNella sedicesima puntata di Backdoor Podcast l'ospite è Meo Sacchetti, coach campione d'Italia ora senza una panchina a causa della sua separazione con la Dinamo. Ci ha parlato della stagione in cui portò in Italia Drake Diener, ora suo figlio acquisito, e ...
Fulvio Collovati

I WARRIORS: "TOGLIETECI TUTTO, MA NON IL PB&J;"

I Warriors: "Toglieteci tutto, ma non il PB&J"Quando sei la miglior squadra NBA, i miglioramenti che si possono fare sono minimi. Non è tanto trovare...

TUTTO FACILE PER L'OLYMPIACOS ANCHE SENZA HACKETT, OK IL PANATHINAIKOS

Tutto facile per l'Olympiacos anche senza Hackett, ok il PanathinaikosE' tempo di derby nel massimo campionato greco. Non si tratta di quello di Atene tra Panathinaikos ed Olympiacos, ma di...

OKLAHOMA RESTA LA NUMERO 1, NORTH CAROLINA LA 2, DUKE FUORI DALLA TOP-25

Oklahoma resta la numero 1, North Carolina la 2, Duke fuori dalla Top-25Prima o poi doveva succedere. La vera notizia questa settimana non riguarda la prime posizioni della Top-25, dove gli...
   Basket | Serie A | Olimpia Milano | NBA | Eurolega - Basketissimo.com Norme sulla privacy | Cookie policy   
Utilizzo dei Cookie
Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

CHIUDI