Se per l’MVP della stagione c’erano pochi dubbi, lo stesso si può dire per il premio del Rookie Of The Year, dove evidentemente c'è stato uno testa e spalle sopra tutti gli altri. Non a caso dopo l'unanimità di Steph è arrivata anche quella per lui.
Questo è Karl Anthony-Towns, dei Minnesota Timberwolves che vince il premio di miglior matricola sbaragliando la conocorrenza in quanto vincitore del premio di Rookie of the Months per ben sei volte…su altrettante in cui il premio era disponibile.
Ha avuto statisticamente la miglior stagione per un lungo rookie dai tempi di Tim Duncan, mettendo insieme cifre notevoli come 18.1 punti a partita, conditi da 10.7 rimbalzi e 1.7 stoppate in 82 partite giocate. Non ha mai sofferto d’infortuni ed è sempre stato in prima linea per condurre i suoi Twolves a 13 vittorie in più rispetto alla stagione passata. Non sono bastate per arrivare ai playoffs, ma con lui, il rookie dell’anno passatto Wiggins e tanto altro talento a disposizione, siamo pronti a scommettere che presto arriverà il momento buono per loro sotto la guida di Thibodeau.
“Diventerà un Hall of Famer di questo gioco” ha detto Kevin Durant in un’intervista e questo non è l’unico degli innumerevoli complimenti ricevuti da KAT, ma la sua peculiarità è il non accontentarsi mai, guardare sempre cosa può migliorare e su cosa lavorare: “Sono fatto così -dice- Voglio guardare sempre a cosa posso fare di meglio per vincere. Spesso i miei amici mi rimproverano per questo ma è il mio modo di essere e io voglio solo vincere”.
Di sicuro è anche migliorato all’interno di questa stagione, infatti se pensiamo che molti soffrono il cosidetto rookie wall, lui lo ha proprio abbattuto come un panzer. Nelle ultime 31 partite di stagione regolare ha tenuto medie da MVP candidate con 21.3 punti a partita, il 55% dal campo e 11.7 rimbalzi.
Minnesota è davvero pronta e ha gettato le premesse per un futuro di successo. Il dramma per la morte di Flip Saunders sarà alle spalle con un anno di metabolizzazione, i giovani stanno maturando sempre più e ora c’è anche un coach in grado d’instillare una mentalità vincente nella squadra.
C’è da fare attenzione a questi giovani leoni, perché se dovessero trovare il giusto click, potrebbero dar fastidio a tantissimi nella lega.
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