Mancano ancora oltre due mesi al 12 ottobre, data di inizio della seconda stagione della nuova era di Eurolega, ma i roster sono già per la maggior parte formati. E’ quindi possibile fare un primo borsino sulle rivali dell’Olimpia Milano nella massima competizione continentale e su chi dovrà essere fatta la corsa per provare a lottare per i playoff. La prima fascia la lasciamo alle quattro protagoniste della scorsa Final Four: anche se il Fenerbahce ed il Cska hanno cambiato i loro leader (Teodosic e Bogdanovic) volati in NBA e, pur acquistando sicuramente sostituti di livello, andranno integrati.
Real e Olympiacos hanno, invece, mantenuto lo stesso nucleo, con qualche aggiunta di livello, come Causeur per i blancos e la coppia Strelnieks-McLean per i greci. Alle spalle delle regine, mettiamo due formazioni storiche come Panathinakos e Barcellona, ma con cambi sostanziali nel roster: i catalani, in particolare, sono chiamati a riscattare una stagione disastrosa, con un nuovo coach (Alonso) e tante novità nel quintetto. Al fianco abbiamo due novità europee, ma già pronte ad un debutto di qualità: il Valencia ha mantenuto il roster con cui ha vinto la Liga, aggiungendo alcuni giocatori di livello, come Erick Green, Pleiss e Latavious Williams. Il Khimki ha cambiato molto, con una potenzialità economica di alto livello, come dimostrano gli arrivi di Honeycutt e coach Bartzokas.
Un po’ più indietro mettiamo Efes e Maccabi: entrambe le squadre hanno rivoluzionato il proprio roster e, dunque, saranno tutte da scoprire, ma sulla carta le formazioni sono di ottimo livello. Nello stesso gruppo mettiamo anche Milano, così come il Baskonia, che ha tenuto buona parte del quintetto, mentre in panchina pare essersi un po’ indebolito. Un Malaga al debutto nella nuova Eurolega ed il tris Bamberg-Stella Rossa-Zalgiris sembrano partire di rincorsa, ma sono ovviamente giudizi parziali e senza averle mai viste all’opera. Nei prossimi mesi potrà cambiare molto, se non tutto.
Si dice sempre che quando si cambia tanto, specie in una squadra che non ha molti trofei nel suo palmares, (ed in quello dei Clippers non ve ne sono affatto), i problemi possano essere sempre dietro l'angolo, senza che necessariamente ci si stia riferendo al rettangolo di gio...
Della scelta di Sam Bowie di Portland, che Michael Jordan ha annotato sul suo prezioso taccuino dei “desrespect” ne abbiamo sentito parlare e parecchio. I Trail Blazers, però, tre anni prima di quel celebre 1984 avevano compiuto un’altra scelta, epocale p...