Da quando LeBron James ha abbandonato i Cleveland Cavaliers è nato un filone di supposti traditori della propria squadra. Molte stelle hanno cambiato casacca più di quanto succedesse in passato, è vero, ma le reazioni dei tifosi spesso sono fuori dalla misura con maglie bruciate e manifesti al supposto tradimento nell’intimo della tifoseria. Ovviamente, come capitato per LeBron, quando poi il figliol prodigo torna a casa tutte le ceneri delle maglie vengono raccolte e messe sotto il tappeto come se nulla fosse successo, anzi ritorna il momento di idolatrare il fuggitivo.
Durant ha ricevuto lo stesso trattamento e in questa offseason vedremo come si comporteranno i tifosi con i ritorni di Hayward, Paul, magari Anthony o Irving. Un'altra stella ha lasciato nella scorsa stagione, ma sotto forme diverse, non andando via tramite free agency ma bensì con una trade, ovvero una mossa architettata prima dalla società in accordo con il giocatore. Durante la scorsa deadline Cousins è stato mandato ai Pelicans dopo che Vlade Divac qualche giorno prima aveva chiaramente detto che la propria stella non si sarebbe mossa. E’ stato un movimento che ha destato ben più di un sospetto intanto per il timing, ma soprattutto per la povera contropartita ottenuta da quello che, al netto di tutti i problemi gestionali, è da considerarsi un All-Star.
DMC e Divac non se le sono mandati a dire nel post scambio e ora Cousins ha il dente avvelenato: “Non vedo l’ora di giocare a Sacramento con i Pelicans. Giuro non vedo l’ora che arrivi quel momento per togliermi un peso dallo stomaco”. L’ansia di Cousins è un misto tra insofferenza e voglia di rimandare in gola tutte le contestazioni con una prestazione super. Nel primo scontro tra le squadre avvenuto a New Orleans è esploso tutto il suo talento con 37 punti e 13 rimbalzi nella larga vittoria di 28 dei suoi. Ora si attende la diramazione dei calendari per attendere e sapere quale sarà il primo ritorno di DMC nella sua vecchia città e lì ci sarà da aspettarsi davvero di tutto.
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