Serata di tante amichevoli in serie A con quattro squadre impegnate in supercoppa, ma diverse altre ancora alle prese con l’avvicinamento alla stagione.
Nel trofeo Lombardia di Desio Cantù vola in finale davanti al pubblico che è stato di casa per tanto tempo, battendo Legnano per 95-80. La partita ha avuto un solo padrone nei canturini che dopo un ottimo primo quarto chiuso sul +14 hanno amministrato il vantaggio andando in affanno solo a cavallo tra terzo e quarto periodo quando gli avversari sono tornati a -4. In quel momento lo strappo decisivo arriva da Abass e Heislip che riportano lo scarto in doppia cifra sigillando la vittoria. Nell’altra semifinale Cremona ha la meglio su Varese per 89-78, con i biancorossi in formazione ampiamente rimaneggiata priva di Galloway Wayns e Campani. Il break decisivo arriva sostanzialmente ad inizio partita dove i biancoazzurri concedono solo 11 punti agli avversari volando con una comoda doppia cifra di vantaggio sulle ali di una coppia Southerland e Mian che chiuderanno rispettivamente con 19 e 18 punti. Varese prova a tenere duro, tenta anche qualche strappo nel corso della partita nonostante la rotazione risicata, ma Cremona è davvero in palla e nonostante il -4 di Cavaliero, la reazione è veemente e si arriva in poco tempo sul nuovo +15 che chiude il match.
A Livorno si gioca un altro scontro diretto tra due avversarie della massima serie, ma l’Obiettivo Lavoro Bologna domina letteralmente contro una Pistoia non in serata. Il finale dice 75-59 per i bianconeri che cavalcano un Gaddy da 17 punti, ma soprattutto un gioco corale ed efficace degno di nota. Dall’altra parte si salvano a livello realizzativo solo Knowles (22) e Kirk (16), ma dopo un primo quarto tutto sommato equilibrato, la partita si spezza nel secondo dove un 22-12 dei bolognesi scava il solco. Nel terzo quarto il tentativo di rimonta toscano è timido e ben poco efficace, così all’ultimo riposo il -17 ha già il sapore della resa, infatti la Virtus conduce con tranquillità la partita sino alla fine. Nell’ultimo scontro tra squadre che sognano di diventare grandi non c’è storia perché Trento ha a disposizione tutta la rosa, mentre Torino è senza Robinson e Mancinelli con Robinson a mezzo servizio. La partita dura sostanzialmente dieci minuti, quelli in cui Torino può rimanere a contatto, ma già nel secondo quarto i buoi scappano, Trento mette 18 punti di vantaggio alla pausa lunga e getta le basi per un 98-54 senz’appello.
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