I playoffs sono strani, ma quest’anno più di altre edizioni recenti. Parliamo di postseason a ogni latitudine e soprattutto tra le nostre mura le sorprese si sprecano.
Anche nell’NBA non mancano i colpi di scena e nella finale della Eastern Conference, dopo il 2-0 dei Cavs e la risposta d’orgoglio dei Raptors si è arrivati a gara 5 per capire ancor di più quali siano i nodi salienti della serie.
In questa partita Kevin Love è stato semplicemente perfetto nel approcciare bene la partita, giocare un primo quarto di grande impatto, propiziando il parziale che ha concesso ai suoi di condurre per tutto il resto della partita.
Sembra ormai chiaro, una volta di più, che l’apporto dell’ex Timberwolves sia la vera chiave per i Cavs e che potrebbe fare la differenza tra vittoria e sconfitta all’interno di un’eventuale serie finale.
Aveva fatto piuttosto rumore il fatto che fosse stato a guardare per tutto il quarto periodo di gara 4. Al suo posto ha giocato Channing Frye che ha ripagato immediatamente Lue della scelta, propiziando la rimonta da -9 a +3 che ha permesso ai Cavs di giocarsi la partita sino in fondo. “Dobbiamo tenerlo coinvolto e lui deve restare aggressivo” ha detto Lue dopo la quarta partita e nonostante l’avvicendamento è stato proprio Frye a chiamare Love prima di gara 5. Le parole del compagno sono state provvidenziali, perché già passato da un momento simile quando nel 2010 con i suoi Phoenix Suns dovette affrontare i Lakers. Le percentuali di quella serie furono scabrose e chiuse con 1-20 dal campo, in quella che era la sua specialità. Per questo dovette trovare un modo per rendersi utile e questo ha fatto da stimolo per Love. “Non importa se tiri 0-25, devi rimanere aggressivo e prenderti i tuoi tiri per esserci utile”.
Frye ha aspettato sei anni per tornare a giocare all’interno di quel palcoscenico e lo ha fatto provando ad esser decisivo, Love fortunatamente ha dovuto aspettare solo 48 ore per tornare in campo, segnare il primo turnaround jumper e riprendere quel feeling con il canestro che aveva smarrito lontano dall’Ohio.
Se per James e Irving la questione di mettere punti a tabellone è un problema relativo, vista la mole di tempo in cui hanno la palla in mano, trovare un Love efficace sugli scarichi e pericoloso in ogni momento dell’azione fa tutta la differenza del mondo per coach Lue.
Ora manca un solo passo a lui, Love e LeBron James per conquistare un’altra finale. Per il re sarebbe la sesta consecutiva, una cifra che fa tremare le gambe solo a pronunciarla.
L’NBA ha annunciato nella serata di ieri la propria decisione di togliere a Charlotte l’organizzazione dell’All Star Game 2017 a causa della legge contro la tutela delle minoranze gay, lesbiche o transgender.
Per spiegare politicamente la scelta bisogna saper...
La notizia era nell'aria ed ora è ufficiale: Marc Gasol non sarà presente alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Il motivo dell'assenza del più giovane dei fratelli Gasol è l'infortunio al piede che, nonostante il lavoro degli ultimi mesi, ha sp...