Dopo una stagione chiusa con la finale di Conference persa contro i Golden State Warriors, Corey Brewer può riteneresi soddisfatto del cambio di vita operato durante la stagione, quando ha lasciato i Minnesota Timberwolves per approdare a quelli che sarebbero poi stati i vice campioni della Western Conference.
In un'intervista rilasciata a Cbs Sports, ha raccontato alcuni momenti particolari della sua carriera e ovviamente il primo è la notte del suo carreer high di 51 punti. "E' stata una di quelle sere indimenticabili -ha detto- perchè sentivo che ogni cosa mandassi in aria sarebbe andato dentro. Sono felice di quella prestazione perchè è stata preceduta da un periodo difficile sia per me che per la squadra. Alla fine ha ridato un pò di morale all'ambiente".
Nonostante l'incredibile prestazione e le luci di tutta la ribalta NBA su di lui, il post partita non è stato così dolce come se lo sarebbe aspettato: "Ero euforico per la prestazione e sapevo che avrei dovuto rispondere a tante domande, ricevendo diverse attenzioni - ha proseguito- e invece ho dovuto passare gran parte del post partita in bagno in attesa che mi venisse lo stimolo per compiere l'esame antidroga a campione che l'NBA ha nel suo protocollo. Avevo un muro in mezzo tra diverse interviste e complimenti e il bagno per cui forzatamente dovevo passare. Diciamo che poteva andare meglio".
La miglior partita della sua carriera è senza dubbio questa, ma se dovesse trovarne un'altra, la seconda, quale sceglierebbe? "Senza dubbio la seconda miglior partita di carriera è stata la rimonta che abbiamo compiuto in gara 6 a casa dei Los Angeles Clippers negli scorsi playoffs. Ho segnato 15 punti in un quarto periodo in cui eravamo spacciati e anche noi quasi ci credevamo poco. Poi ad un tratto tutto ha cominciato a girare per il verso giusto, io e Josh abbiamo segnato molto e dopo il -19 abbiamo vinto. Questo ci ha dato la convinzione di poter portare a casa gara 7".
Di sicuro è stata una stagione indimenticabile per lui che poteva finire addirittura in paradiso, ma ora che c'è da mettere tutto in soffitta per affrontare una nuova stagione, Corey è pronto più che mai a lavorare e migliorare il suo gioco per provare assieme alla sua squadra, l'assalto al titolo.
Dopo un inizio d’estate che aveva visto il nuovo coach George Karl avere delle rimostranze sul leader della squadra DeMarcus Cousins, con conseguente presa di posizione da parte sia del giocatore che della dirigenza, sembra essere tornato il sereno tra i due.
Nei giorni ...
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