E’ solo la prima notte, ma la nuova stagione NBA ha già regalato alcune perle. Una è la decisiva stoppata di Gasol su LeBron, quella più splendente è la prestazione di Steph Curry, nel giorno della consegna degli anelli ai suoi Golden State Warriors. Il miglior giocatore della passata stagione ha chiuso con 40 punti, di cui 24 nel solo primo quarto: è la seconda prestazione di sempre per un MVP alla prima partita della stagione successiva, dietro solamente ad una leggenda della pallacanestro come Kareem Abdul-Jabbar, che ne segnò 41 nell’ottobre 1972 contro Phoenix.
“E’ stato un giorno incredibile – le parole di Steph – Ho avuto la pelle d’oca, nel rivivere i grandi momenti della passata stagione. Però dopo bisognava concentrarsi sulla partita, non sarebbe stato bello partire 0-1”. Lui l’ha fatto alla grande, come non sempre è riuscito anche a grandi campioni in passato. Uno che spera di potersi mettere l’anello al dito è Derrick Rose, bloccato da una serie di infortuni negli ultimi anni, ma ora abile ed arruolato per una stagione da protagonista. Anche se ancora un po’ menomato, per via dell’operazione all’occhio subita a fine settembre.
Il giocatore dei Bulls è sceso in campo con una maschera protettiva, che non gli ha comunque impedito di aiutare i suoi a conquistare il successo con 18 punti in 32 minuti. D-Rose ha ancora un po’ la vista offuscata: “Quando sono in campo, utilizzo solo un occhio e chiudo quello sinistro – le sue parole – Mi sono abituato in allenamento”. Sperando di essere al meglio il prima possibile: “Ogni tanto vedo doppio, come adesso – ha proseguito, parlando con i giornalisti negli spogliatoi – Ma è andata abbastanza bene, anche se avrei potuto segnare un paio di layup in più”.
Quando una franchigia decide di far giocare la propria squadra con il paio di calze che vedete nella foto di corredo all’articolo, significa che hai fatto qualcosa di davvero particolare.
Se ti chiami Steve Nash e sei nella tua Phoenix, pronto a ricevere l’ennes...
Già nella scorsa puntata con Roberto Gotta vi avevamo portato in giro per gli Stati Uniti con aerei, macchine e treni, ma questa volta entriamo davvero nel basket NBA che conta andando a raccontare due personaggi, a loro modo, unici.
Il primo è il mai banale Rashee...