I Mavericks dopo la prima vittoria stagionale volano a Los Angeles dove ad aspettarli c’è il promesso mai sposo DeAndre Jordan.
Ovviamente è l’osservato speciale e fa subito capire perché sarebbe stato il perfetto fit all’interno dei Mavs con stoppate e rimbalzi. Nel primo tempo assesta anche una pesante botta a Dirk Nowiztki, che qualche azione dopo lo catechizza e restituisce il duro contatto che potrebbe abbozzare una rissa. In campo, però, c’è poca storia, perché i padroni di casa sono in completo controllo della partita e nel terzo quarto scappano via con le scorribande di Griffin e Jordan, prima che Rivers non chiuda sostanzialmente i conti con il buzzer beater. Nell’ultimo periodo è pura gestione per la truppa di Rivers.
Dopo un’inopinata sconfitta interna contro i Pistons, Atlanta inizia per davvero la sua stagione andando a espugnare il Madison Square Garden con un’ottima prova offensiva soprattutto nel primo tempo che ha indirizzato il match.
Si sono rivisiti gli Hawks che hanno dominato l’Est nella scorsa stagione con il proprio mostro a quattro teste a giocare come sa, infatti ci sono 23 di Teague, 21 di Horford, 15 di Korver e 11+11 di Millsap.
Nei Knicks ancora deficitarie le percentuali di Carmelo Anthony che ne segna sì 25 ma con 10-27 dal campo.
Anche i Grizzlies, dopo l’orrenda prova dell’opener contro i Cavs, riprendono il filo del discorso ritrovando il solito Marc Gasol da 20 punti e 8 rimbalzi, ma soprattutto chiudendo le maglie in difesa quando la partita si decide. Infatti gli ultimi cinque minuti di partita sono perfetti per gli ospiti che dopo esser stati avanti anche di 15 lunghezze, hanno subito la rimonta e sono piombati a -9 nel terzo quarto sotto i colpi di Paul George. Il mattatore finale con sei dei suoi 12 punti è Jeff Green che con una tripla in transizione ha sostanzialmente messo la parola fine sul match.
Quando una franchigia decide di far giocare la propria squadra con il paio di calze che vedete nella foto di corredo all’articolo, significa che hai fatto qualcosa di davvero particolare.
Se ti chiami Steve Nash e sei nella tua Phoenix, pronto a ricevere l’ennes...
Già nella scorsa puntata con Roberto Gotta vi avevamo portato in giro per gli Stati Uniti con aerei, macchine e treni, ma questa volta entriamo davvero nel basket NBA che conta andando a raccontare due personaggi, a loro modo, unici.
Il primo è il mai banale Rashee...