Avevamo parlato di lui qualche giorno fa su Backdoor Podcast con Maurizio Gherardini che lo conosce da tanto tempo e ha un rapporto particolare con lui avendolo provato a portare a Forlì e poi avuto assieme a Treviso.
Stiamo parlando di Mike D’Antoni che dopo le alterne fortune avute negli ultimi anni è pronto a tornare in sella di una squadra NBA, sicuramente non facile da collocare nelle gerarchie della prossima stagione, ma che altrettanto certamente può giovarsi molto del suo arrivo.
Gli Houston Rockets erano alla ricerca di un coach per il post Bickerstaff e hanno intervistato un novero di addirittura dodici pretendenti, arrivando nella giornata di ieri a decidere che l’up-tempo offense e il "7 seconds or less" potessero essere la soluzione ai problemi della squadra.
Le voci dicono che sarebbe pronto un triennale con una team option sulla quarta stagione.
Ovviamente le caratteristiche di Mike D’Antoni sono chiare e solari già da tanto tempo. Quello che sembrava un basket perdente, ora che è stato portato all’elitè dai Warriors, ha una nuova concezione e soprattutto viene visto come la moda da perseguire per molte dirigenze.
La domanda principale che tutti si pongono è se Harden e D’Antoni riusciranno a clickare tra loro, considerato che il Barba è il giocatore che più di tutti utilizza l’isolamento nella lega, mentre il basket di D’Antoni predica circolazione ma soprattutto ritmo.
Probabilmente il coach chiederà alla sua stella di essere maggiormente un facilitatore e meno un giocatore di isolamento, ma forse il passo più difficile del processo di miglioramento singolo e di squadra è il lato difensivo, dove Harden pecca ancora in maniera evidente.
Oltre a questo c’è anche una piccola incongruenza nella firma di D’Antoni da parte di Daryl Morey che è stato il primo sponsori delle advanced stats e delle analytics, mentre Mike ha dichiarato apertamente al MIT Sloan Sports Conference nel 2015 di aver sempre utilizzato poco le analytics, credendo molto di più nella fiducia dei giocatori nel sistema e nel ritmo di gioco.
Di sicuro la sfida è interessante sia per il coach che per James Harden, il quale dovrà cominciare a capire cosa fare da grande per riportare Houston a lottare per il titolo NBA.
La squalifica di Draymond Green sta facendo e farà parlare molto sino a questa notte quando si scenderà in campo per gara cinque, quando tutti i discorsi a corredo finiranno in disparte.
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