Sembrava ormai cosa fatta. Paul George era praticamente un giocatore dei Cleveland Cavaliers in un giro a tre che coinvolgeva anche i Denver Nuggets. Sarebbe dovuta andare così: George ai Cavs, Love ai Nuggets, Gary Harris e una prima scelta a Indiana.
Era davvero tutto deciso, tanto che Gilbert e George si erano già sentiti telefonicamente per discutere su quale sarebbe stato il posto di PG nella franchigia e nella nuova squadra a fianco di LeBron James.
Come spesso succede, però, basta un minuto, un ripensamento o la chiamata sbagliata per mandare tutto all’aria. In quel pomeriggio infatti Pritchard si tirò fuori in extremis dallo scambio per una discordanza sulla protezione della scelta che sarebbe andata ai suoi Pacers. Così è irrotto Sam Presti che è riuscito a portarsi a casa la stella con Domantas Sabonis e Victor Oladipo lasciando tutti con un palmo di naso. E’ stato un furto con scasso come detto da tanti addetti ai lavori e posto che PG aveva le valigie sul letto da qualche tempo, era lecito forse aspettarsi di più, come Dan Gilbert ha confermato: “Era praticamente tutto fatto tra noi e i Pacers, poi è saltato. Pensare che è stato poi scambiato con i Thunder mi fa credere che a Indianapolis avrebbero potuto fare un lavoro decisamente migliore e guadagnare considerevolmente di più dallo scambio di una stella come George”.
Forse il fatto che al timone delle operazioni dei Cavs non ci fosse il General Manager designato, ma uno ad interim come Altman, potrebbe far pensare a un reale peso nella questione anche se la decisione finale è stata di pritchard, ma questo periodo senza un GM ufficiale per i Cavs ha portato danni devastanti che forse era anche difficile prevedere, infatti il salto di questa trade (per dirette colpe o meno) e la decisione procrastinata di Kyrie Irving rischiano di costare futuro, ma soprattutto presente alla franchigia dei Cavs. Al presente ha già rinunciato Indiana che però dalla dipartita ormai fisiologica di George, avrebbe potuto racimolare qualcosa di migliore e sebbene Oladipo possa essere più di una scelta protetta in ottica di medio periodo, il suo salario rende lo scambio ancora più ricco di dubbi per i Pacers. Mentre in centro America c’è un general manager dal cognome velatamente italiano che si sfrega le mani...
Kyrie Irving on the block. Ormai è un argomento di cui si parla, riparla e straparla in questi giorni. Anche noi ne abbiamo ampiamente trattato, ma per iniziare il weekend mettiamo sul tavolo cinque possibilità di trade per lui.
Destinazione Detroit Pistons (via ...
Il draft non è una scienza esatta e la Summer League non sempre il banco di prova più attendibile, ma è fuori di ogni discussione che quanto offerto dalla scelta #2 Lonzo Ball e dai Los Angeles Lakers in quel di Las Vegas è un risultato che è an...