L’ennesima notizia drammatica, in questo 2015 non certo positivo per il mondo NBA. I Minnesota Timberwolves hanno annunciato la morte di Flip Saunders, allenatore e presidente della squadra di Minneapolis, all’età di 60 anni. Stava combattendo contro il cancro, precisamente contro il linfoma di Hodking, ed oggi è arrivata la triste notizia della sua battaglia persa. E’ un fulmine a ciel sereno, perché i dottori avevano parlato di una malattia “trattabile e curabile”, tanto che doveva continuare a ricoprire entrambe le cariche nei Timberwolves.
Saunders era stato ricoverato all’inizio di settembre in ospedale e, nei giorni scorsi, la società aveva annunciato che avrebbe saltato l’intera stagione 2015/16, a causa della malattia. Tuttavia, la situazione non pareva così grave e vicina ad una conclusione drammatica. Invece, nella mattinata americana di oggi è arrivata la terribile notizia, che getta nello sconforto e nel dolore i Timberwolves, l’intero mondo NBA e, soprattutto, la sua famiglia. Saunders, infatti, lascia la moglie e quattro figli, tra cui Ryan, assistente allenatore proprio a Minnesota.
Dopo aver allenato nel college e nelle serie minori, Saunders era entrato nell’NBA nel 1995, subentrando a Bill Blair sulla panchina dei Timberwolves. Dopo un primo anno con 20 vittorie e 42 sconfitte, ma facendo crescere il giovane Kevin Garnett, porta Minnesota per otto anni di fila ai playoff, anche se riesce a superare il primo turno solo nel 2004. Tre finali di conference di fila quando passa ai Detroit Pistons, per poi allenare anche a Washington, prima di tornare ai T’Wolves nel 2014. Per due anni (2004 e 2006) è stato allenatore all’All Star Game.
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Il primo è il mai banale Rashee...