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NBA

Phil Jackson: "Sentivo l'odio di Kobe in certe occasioni"

La telenovela tra Kobe Bryant e Phil Jackson scrive un nuovo capitolo.
29.07.2015 21:00 di Simone Mazzola Twitter: @simonedatruth  articolo letto 295 volte

I Los Angeles Lakers sono sempre stati un mondo a parte perché la vita nella città degli angeli é differente rispetto al resto del mondo. Ovviamente come per i New York Knicks, pensare di passare sotto silenzio per i Lakers è impossibile e dopo aver riscritto in negativo tutti i record della franchigia con due stagioni drammatiche, ora Kobe Bryant ha una nuova sfida.

Innanzitutto Byron Scott gli ha chiesto di giocare molti minuti in più da ala piccola e lui non ha battuto ciglio sentendosi pronto a raccogliere la sfida, perché arde dalla voglia di giocare e competere viste le ultime due stagioni molto sfortunate.
Dopo aver parlato poco del presente con in aggiunta la sua scarsa presenza nell'accoglienza dei nuovi arrivi, oggi si é parlato anche di passato con Phil Jackson che con questa squadra ha un collegamento quasi automatico.
Kobe ha detto candidamente alla stampa di non amare Phil Jackson e che non gli fosse mai andato a genio per i suoi modi di allenare. Questo va un pó in controtendenza con il secondo avvento di PJax ai Lakers che ha fruttato altri due titoli.

Ovviamente la dichiarazione é rimbalzata rapidamente alle orecchie del coach che ha risposto attraverso un'intervista su GQ.
"Aaah il mio vecchio amico Kobe..." -ha esordito dopo la prima domanda- ma poi ha spiegato i motivi per cui l'uscita del giocatore non lo ha stupito, perché percepiva un forte attrito soprattutto nella prima edizione dei suoi Lakers. 
Proseguendo nell'analisi ha anche detto che nella seconda esperienza gli ha lasciato un pó più di libertà mantenendo però i dettami della disciplina del triangolo.
Tutto può essere nato dalla dichiarazione all'interno di "The last season" dove Kobe veniva definito un giocatore inallenabile, ma anche l'ego smisurato del 24 ha contribuito a creare frizioni con uno degli allenatori più vincenti della storia.

È un romanzo destinato a non finire mai e chissà che questi due grandi del gioco non incontrino di nuovo le loro strade in futuro.
 


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