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 Venerdì 19 Febbraio 2016
NBA

Southeast Division mid-season review: le pagelle

Forse la division più debole della stagione, con Hawks e Heat davanti senza particolari meriti.
15.02.2016 18:03 di Simone Mazzola Twitter:   articolo letto 301 volte

E' senza dubbio la division più debole della lega e i leader incontrastati del recente passato stanno abdicando in cerca di mercato e nuove motivazioni. Gli Heat sono troppo poco continui per poter fare da lepri.

Atlanta Hawks 6.5: Pensare di replicare la scorsa stagione era davvero difficile e avendo perso un giocatore importante come DeMarre Carroll l’impresa si faceva ancor più difficile, ma in casa Hawks qualcosa non è più come una volta. I rumors che ora tempestano la squadra riguardo a potenziali trade del terzetto Korver-Teague-Horford sono la diretta conseguenza di una stagione in calando. E’ probabile che già tra una decina di giorni la squadra cambierà radicalmente assetto e l’impressione di aver perso un’occasione d’oro nella scorsa stagione è sempre più reale. L'anno scorso sembrava che nulla potesse scalfire la forza del gruppo, invece ora con quasi gli stessi interpreti sembra che lo spogliatoio sia malato e bisognoso di cure.

Miami Heat 6.5: La seconda miglior difesa della lega aiuta Spoelstra ad avere un buon record sopra il 50% di vittorie, anche se offensivamente la coesistenza tra Dragic, Wade e Bosh sembra difficile. Il flow offensivo non è quello degli Warriors e nonostante le prove di Wade sembra che l'assortimento del roster non sia lineare. Flash sembra essere tornato indietro di qualche anno, ma nonostante lui e Bosh siano ancora tra gli All Star, l’impressione è che a questa squadra manchi qualcosa a livello di amalgama, in attesa dell’esplosione di Justise Winslow. Whiteside è stato diverse volte catechizzato dai veterani che parrebbero noncontrari alla sua cessione e anche la follia in uscita dalla panchina di Gerald Green non basta a cambiare le partite. Possibile che stiano dosando le forze in vista dei playoffs che potrebbero comunque vederli protagonisti.

Charlotte Hornets 6: Come per i Pacers, anche gli Hornets hanno cambiato completamente pelle con l’arrivo di Batum e una squadra molto più perimetrale rispetto al passato. Clifford ha invertito la rotta offensiva della squadra adattandosi ai tempi, ma la costanza non è di casa in Carolina. L’exploit dei 52 di Kemba Walker rimane l’highlight della stagione in attesa di trovare un minimo di continuità sia di rendimento che di risultati.

Washington Wizards 4.5: Il mancato rinnovo di Beal e la partenza di Pierce hanno indebolito pesantemente i Wizards che, complici una serie d’infortuni, non sono riusciti ad esprimersi su buoni livelli, nonostante John Wall stia giocando da conclamato All-Star. Con due lunghi di ruolo e injury-prone come Gortat e Nenè è difficile reagire alla perimetralità degli avversari di oggi, ma sembra che questo nucleo sia arrivato al capolinea e che qualcosa debba cambiare.

Orlando Magic 5: La squadra di Skiles non è attrezzata al momento per competere, sebbene la crescita di Oladipo sia continua. Le nuove leve non sembrano essere esattamente sulla stessa lunghezza d’onda con Payton che paga la mancanza di tiro, Hezonja quella di continuità, così come la croce e delizia Fournier in grado di produrre tanti punti o bruttissime prestazioni.
Questo è un cantiere aperto, lo si sapeva e non c’erano particolari aspettative per questa stagione, sebbene il record sia tutt’altro che disastroso.


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