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 Mercoledì 17 Febbraio 2016
NBA

Northwest Division mid-season review: le pagelle

Durant e Westbrook dominano, ma i Blazers sono competitivi nonostante le cessioni importanti.
16.02.2016 08:30 di Simone Mazzola Twitter:   articolo letto 219 volte

Prosegue il nostro viaggio nelle pagelle di metà stagione e oggi parlaimo della NorthWest dove i Thunder fanno corsa solitaria

Oklahoma City Thunder  8- Il record di 40-14 non mente: quando Westbrook, Durant e Ibaka sono insieme e sani, I Thunder sono una squadra da quasi 65% di vittorie su un campione di ben 535 partite.
Nonostante un ottimo record e una confortante prova contro gli Warriors nel recente passato, sembra che manchi il centesimo per fare l’euro. Con la presenza di Roberson e Adams ne risente l’attacco, con Kanter e Waiters la difesa e non è stato ancora trovato un equilibrio. Servirebbe un 3&D player dal mercato che possa punire sugli scarichi ed essere incisivo in difesa. Courtney Lee e PJ Tucker sembrano i target principali per Presti che probabilmente con questo roster difficilmente potrà competere davvero per il titolo, anche se molto vicino ci può arrivare tranquillamente grazie a un Donovan che si sta sempre più adattando al basket NBA.

Portland Trail Blazers 7- Togliete a una squadra il primo, terzo, quarto e quinto giocatore della rotazione e ditemi cosa farà. I Blazers dopo questo uragano che ne ha portato via tutti i pezzi più pregiati, sta giocando una stagione super rispetto alle premesse ed è esattamente al 50% di vittorie, avendo trovato il giocatore più migliorato dell'anno in CJ McCollum (top 3 NBA per percentuale di realizzazione dal palleggio) e una schiera di giocatori giovani, ambiziosi che si sposano bene con il leader Damian Lillard. E’ vero che non giocano in una division insormontabile (Thunder a parte), ma in pochi se li sarebbero aspettati già così competitivi appena dopo la rifondazione.

Utah Jazz 6- Stagione senza infamia né lode, soprattutto grazie a un’ottima striscia di sette vittorie nelle ultime otto prima della pausa. Dopo aver trovato ottimi giocatori nel recente passato come Trey Burke e Alec Burks, quest’anno c’è anche Rodney Hood nel novero dei nuovi volti da affiancare a Hayward e Favors. L’assenza per lungo tempo di Gobert ha complicato i piani della squadra, ma nonostante un presente che confermerà probabilmente il 50% di vittorie, con un po’ di esperienza e un paio di veterani i Jazz potrebbero dire la loro molto presto.

Denver Nuggets 5- La squadra è senza dubbio in mano a Danilo Gallinari che sta giocando un 2016 da vero All Star. Il problema è l’amalgama del roster con un Will Barton in grado di notevoli cose e spesso closer decisivo, Faried ancora lontano dalla continuità che gli è richiesta e Mudiay che pian piano sta sempre più prendendo confidenza con il gioco NBA. Questa eterogeneità non permette ai Nuggets di essere davvero da corsa perché le statistiche offensive e difensive parlano di scarsa efficienza. Il cantiere è aperto e speriamo che nella prossima stagione arrivi qualcuno da spalla per Danilo e renda la squadra da corsa.

Minnesota Timberwolves 4.5- La nota positiva della stagione è l’ennesima prima scelta in grado di cambiare la lega. Karl Anthony-Towns assieme a Wiggins potrebbe essere il duo più forte della lega tra cinque anni. Se aggiungiamo il talento di Rubio, Lavine, Dieng e la versatilità di Bjelica sarebbe lecito aspettarsi un record ben diverso dal 17-37 all’attivo. L’impressione è che in serata singola il talento possa permettere anche grandi imprese, ma sul lungo periodo ci siano dei problemi di continuità. La morte di Flip Saunders ha segnato indelebilmente l’ambiente e forse con Mitchell ha portato anche un cambio di visione più orientata al far fare esperienza ai rookies piuttosto che vincere, ma ora è arrivato il momento di far fruttare il talento e giocare per essere davvero competitivi per i prossimi cinque anni.


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