Gamba: "Pianigiani è l'uomo giusto per l'Olimpia. Ora servono..."
Annunciato l’allenatore e già messi a segno i primi acquisti, il mercato dell’Olimpia Milano è sempre più nel vivo, in attesa di quei due/tre colpi finali, decisivi per completare il roster e consegnarlo a Simone Pianigiani per la prossima stagione, per l'inizio della preparazione della seconda parte di agosto. Nel frattempo, abbiamo chiesto ad un mito della storia biancorossa, come Sandro Gamba, di analizzare queste prime mosse dell’EA7-Emporio Armani.
Ovviamente partiamo dall’allenatore: cosa ne pensa della scelta di Pianigiani?
“E’ quella giusta. Ha molta esperienza in campionato ed anche in campo internazionale. Non potevano scegliere che lui, come allenatore per il prossimo triennio. Lo conosco bene, so come lavora, è molto intenso e mette la giusta pressione sui giocatori, non lascia niente al caso e pianifica tutto. E’ un allenatore con i fiocchi, hanno fatto bene a prendere lui”.
I tifosi, però, sono divisi ed una parte non è contenta per il passato senese del nuovo tecnico biancorosso
“Potrei essere anche parzialmente d’accordo, ma lui personalmente non ha fatto cose disoneste. Gli hanno messo in mano la squadra e lui l’ha condotta alle vittorie. L’unico punto interrogativo è legata alle mancate vittorie di Siena in campo internazionale ed è un punto molto delicato, perché Milano cerca di vincere una coppa importante da molto tempo”.
Passando alla squadra, anche se non sono stati ancora ufficializzati, i primi acquisti sono stati Bertans, M’Baye e Young. La convincono?
“Quello su cui punterei è Young, perché Milano ha sempre avuto il punto debole nei centri ed ora pare finalmente averne trovato uno. Credo che ne stiano cercando anche un altro, per avere un sostituto importante, anche se la mossa sinora migliore fatta è stata quella di tenere gli italiani”.
Per quale motivo?
“A turno, nel campionato scorso, hanno fatto bella figura. Quando sono stati in campo hanno sempre dato qualcosa in più rispetto agli altri, molti dei quali sembravano giocatori di passaggio. Milano l’anno scorso non era una squadra, ma un gruppo di giocatori”.
Tra gli stranieri sotto contratto, invece, si parla di una possibile partenza di qualcuno tra Dragic, Simon e Kalnietis. Lei chi terrebbe?
“Io terrei Dragic, che, da allenatore, mi piace come tipo di giocatore. Degli altri, avrei fatto piazza pulita di tutti. Purtroppo ci sono questi contratti in essere e per i quali serve un accordo con i giocatori. Altrimenti bisogna tenerli, visto che si tratta anche di contratti abbastanza pesanti”.
Un altro giocatore sotto contratto è Alessandro Gentile. Pare molto difficile rivederlo in maglia Olimpia, quale soluzione sarebbe la migliore per lui, secondo lei?
“L’atleta è buono, i fondamentali sono buoni, in campo si muove bene, ma non ci sono buoni collegamenti tra i muscoli e la testa. Nell’ultimo anno è peggiorato, probabilmente per i vari avvenimenti accaduti. Lui mirava molto in alto e, probabilmente, gli hanno detto che era il più bravo di tutti troppo presto, non ha avuto dentro di sé lo stimolo per migliorare. E Milano ha deciso di mandarlo via, poi l’hanno mandato via i greci e gli israeliani: un motivo ci sarà. C’è qualcosa che non funziona in lui. Peccato, perché ha tutte le armi per essere un ottimo giocatore”.
Tornando all’Olimpia, cosa manca alla squadra da reperire sul mercato?
“C’è bisogno di un playmaker di alto livello, una guida per la squadra, che però non è per nulla facile da trovare. Poi un’ala tiratrice, che faccia punti e non sia un problema in difesa”.
Nel complesso, queste prime mosse estive dell’Olimpia la convincono?
“Per ora sì. Una squadra è fatta di incastri. Se loro hanno imparato come si incastrano bene, penso possano fare molto meglio degli anni passati, anche di quelli in cui è stato vinto lo scudetto. Non solo per quanto riguarda i risultati, ma anche come qualità di gioco”.
