Sparks contro Lynx ormai è una certezza, innanzitutto a livelle di WNBA Finals visto che per il secondo anno consecutivo si trovano una contro l’altra, ma poi anche a livello spettacolare dove si gioca sempre fino all’ultimo secondo. L’anno scorso furono quelli di gara cinque, quest’anno già in gara uno si sono vissute emozioni che basterebbero per un’intera stagione.
Le Sparks iniziano come meglio non si potrebbe, forse anche troppo per il loro stesso interesse.
Vanno immediatamente in doppia cifra di vantaggio sul 12-0 lasciando al palo le avversarie insolitamente imbambolate. Quando Gray infila la tripla il tabellone dice un quasi inspiegabile 28-2 per le losengelene che non concedono nemmeno un rimbalzo alle avversarie nel primo quarto, le quali attendono ben otto minuti per concedere alla propria MVP Fowles il primo tiro dal campo.
Nel secondo quarto, ovviamente, qualcosa cambia e l’attacco delle Sparks si ferma, permettendo alle Lynx di recuperare dieci dei ventuno punti che avevano come disavanzo alla prima sirena.
Nel terzo quarto tornano gli alti punteggi e regna l’equilibrio, con L.A. che ricomincia a macinare gioco, questa volta fronteggiata dalle avversarie che non riescono a rosicchiare punti e si trovano ancora a 12 lunghezze di distanza all’ultima pausa. A cinque minuti dalla fine il distacco rimane invariato e la partita sembra avviarsi fisiologicamente nelle mani delle Sparks.
In quel momento la difesa delle padrone di casa diventa un muro, arriva il dodici a zero di parziale che ricuce lo strappo e rimette tutto in gioco, arrivando alla clamorosa tripla di Seimone Augustus per l’82-81 con 5” sul cronometro.
Ogwumike con un gancio restituisce il vantaggio alle ospiti e dopo l’errore di Moore, Carson potrebbe dare un possesso pieno di vantaggio dalla lunetta, ma arrivano due sanguinosi errori.
E’ ancora Moore a far esplodere il pubblico di casa con il canestro del sorpasso a 6.5 dalla fine, ma l’ultima parola è di Gray che con un tiro ad alta parabola zittisce tutto il palazzetto non dando più sostanzialmente possibilità di replica alle avversarie. Finisce 85-84 per Los Angeles. Nessun minuto in campo per la nostra Cecilia Zandalasini.
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