La nuova stagione NBA ha ufficialmente alzato il sipario con il media day delle squadre che si sono riunite, hanno dato in pasto ai giornalisti le prime dichiarazioni della stagione, concedendosi anche agli shooting fotografici di rito per testimoniare che un’altra grande annata è alle porte.
Sono tanti i temi trattati e ovviamente quello di maggiore attualità riguarda il presidente Trump e lo sport americano che si sta unendo totalmente contro di lui. Popovich, che non ha mai lesinato commenti a riguardo è stato subito coinvolto e richiesto di un parere ha affermato che il paese è sostanzialmente diventato la vergogna del mondo per la persona che lo gestisce. La sua indignazione è sempre stata molto forte dal momento dell’elezione, mentre Steve Kerr è stato molto più pacato nei modi ma ugualmente incisivo: “Non è che Steph e la squadra hanno temporeggiato per andare alla casa bianca. Non ci volevamo proprio andare, anche se la possibilità di presenziare c’è stata. Avremmo nel caso voluto un confronto da cittadini, senza convenevoli o finti sorrisi, perché anche io sono stato diverse volte da vari presidenti di cui non condividevo le idee, ma c’è sempre stato un confronto aperto e costruttivo per il bene della nazione. Cercheremo comunque in quel giorno di mandare un messaggio sociale”.
Negli altri raduni invece si parla maggiormente di basket e ovviamente a Cleveland tiene banco la dipartita di Irving. James ha detto: “Ero pronto a consegnargli le chiavi della franchigia quando si fosse sentito pronto perché ha un grande talento e ho fatto il possibile per aiutarlo e renderlo il miglior giocatore possibile. E’ finita così e ora dobbiamo andare avanti a seguire i nostri obiettivi”.
C’è grande eccitazione invece in quelle che si possono definire le altre due credibili contender dei Warriors a ovest, ovvero i Thunder e i Rockets. Questi ultimi hanno dimostrato grande carica e voglia di fare nella nuova strutturazione con Chris Paul, ma sono proprio lui e James Harden i più eccitati all’idea di iniziare la stagione con credibili possibilità di titolo dopo aver passato un’estate intera a giocare insieme.
L’hype è altissimo anche a OKC dove Anthony è approdato ieri rendendo ufficiale la trade, ma soprattutto dando le prima dichiarazioni da giocatore dei Thunder. Si è reso protagonista anche di un simpatico siparietto quando un giornalista gli ha chiesto se fosse disposto a partire dalla panchina scoppiando in una divertita risata e chiedendo se si stesse riferendo a lui. Poi ha concluso dicendo che la presenza di Paul George e Russell Westbrook è stata una delle chiavi per accettare OKC come destinazione.
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