Questa mattina abbiamo dato alcuni assaggi dei media day di apertura della stagione NBA 2017-2018.
L’estate appena conclusa è stata senza ombra di dubbio la più eccitante ed incredibile probabilmente dell’intera storia, con l’ultimo botto riservato proprio per il weekend.
L’arrivo di Carmelo Anthony a OKC ha monopolizzato programmi e media negli ultimi tre giorni.
Solo ieri è stato ufficializzato il contratto, mentre Melo arrivava all’aeroporto, accolto come sempre dalla trepidante folla dietro la rete che ormai è un must per ogni viaggio dei Thunder. L’accoglienza è stata calda come al solito e anche il primo approccio coi media dell’ex Knicks è stato significativo: “Russ non mi ha propriamente convinto a venire qui –ha detto scherzando- è semplicemente venuto a New York per giocare alcuni pick up games. Ci siamo visti alla fashion week a Parigi e siamo diventati sempre più legati in questi ultimi anni. La scelta di venire qui è anche, se non soprattutto, legata a lui, alla lealtà che ha mostrato verso questa città, verso l’organizzazione e per quello che fa in campo. E’ un vero e proprio esempio”.
Lealtà verso la città che dovrà essere ratificata entro il 16 ottobre con una firma sul rinnovo contrattuale che ha sul tavolo e che Enes Kanter da New York ha detto che firmerà entro la data stabilita.
Richiesto di una possibilità di partire dalla panchina, Anthony si è lasciato andare a una fragorosa risata chiedendo al giornalista se la domanda fosse davvero indirizzata a lui. A parte il momento di ilarità, poi Melo torna serio e parla della sua scelta, di come si è lasciato con New York e del futuro: “Ci sono dei momenti nella vita in cui si prendono strade diverse e io ringrazierò sempre New York e i suoi tifosi che sono molto intelligenti e hanno capito i motivi della separazione. E’ stato fatto tanto rumore negli ultimi mesi intorno a me e alla situazione, ora sono qui per trovare un po’ di tranquillità e dare precedenza al “me” per provare a dare l’assalto al titolo”.
Ovviamente anche la presenza di George ha influito sulla scelta: “Oltre a Russ, anche il fatto che in questa squadra ci fosse PG mi ha convinto a venire. E’ un giocatore con cui sono amico e che rispetto profondamente per ciò che fa in campo e per come interpreta il gioco. Pensare di giocare con loro mi dà molta energia, anche se in realtà in questa città ce ne è già abbastanza”.
Ora sarà il campo a parlare e di certo uno dei superteams tra Warriors, Thunder e Rockets rimarrà deluso dalla propria stagione, ma i Thunder avranno comunque diversi nodi da sciogliere e il primo ha una scadenza cruciale a metà ottobre.
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