Cinque anni fa era in B1, ora è in semifinale di Eurocup, la seconda competizione europea per club: è l’impresa della Dolomiti Energia Trento, dopo il successo nel doppio confronto con Milano nei quarti di finale. Un miracolo leggendo i numeri ed i due roster, non se si pensa al percorso fatto dal club trentino: “E’ un traguardo storico, un’impresa – dice Peppe Poeta, uno dei migliori nella sfida contro l’EA7 – Ma non è casuale, è il frutto del lavoro fatto da squadra, staff tecnico e società”. E da una crescita costante, senza voler però fare il passo più lungo della gamba.
“L’obiettivo ad inizio anno del club era confermarsi, senza aver ‘paura’ di quanto avevano fatto l’anno prima. E farsi conoscere in Europa. Penso ci siamo riusciti”. Decisamente sì, con un crescendo nel corso della competizione, nonostante l’Aquila fosse una debuttante, fino ad arrivare al capolavoro di ieri sera al Forum: “Abbiamo fatto forse la partita più bella dell’anno. Abbiamo mosso bene la palla in attacco, tenuto dietro e segnato 92 punti fuori casa. Non ho parole, è incredibile. Non l’avremmo mai pensato, considerando che siamo in otto e con due infortunati importanti. Ci abbiamo messo cuore e testa”.
E adesso? “Vediamo una partita alla volta, ora c’è lo Strasburgo in semifinale. Siamo dove nessuno si aspettava”. Ma questa Trento può continuare a sognare, contro una squadra buona, ma non imbattibile. L’Europa per la Dolomiti Energia non è solo questo sogno, ma anche il rischio di una sanzione, per aver firmato con Euroleague: “Speriamo in un accordo. Però sono cose politiche e non di campo. La società si occupa di queste cose, noi pensiamo a giocare”. Provando a risalire anche in Serie A, dove sta venendo un po’ pagato il doppio confronto: “Mi sa che in campionato giocano mio cugino, il fratello di un altro, ecc... - scherza Poeta - Dobbiamo risalire per fare i playoff”.
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