In questa folle estate di Free Agency i Dallas Mavericks hanno tenuto un profilo decisamente più basso rispetto a quello che si potesse immaginare. Dopo aver alzato la cresta nella scorsa stagione portando a casa qualche giocatore di pedigree, ma soprattutto rimanendo negli annali per l’affaire DeAndre Jordan che ha di fatto azzoppato la loro stagione, in questa hanno deciso di puntare maggiormente sulla sostanza.
Innanzitutto hanno rinnovato Dirk Nowtizki a cifre quasi Bryantesche, riconoscendogli l’indubbio merito e onore di aver giocato a stipendi molto più bassi del suo valore negli ultimi anni al fine di rendere maggiormente competitiva la squadra. Purtroppo l’operazione inseguimento di un titolo non è andata a buon fine e ora giustamente il tedesco ha battuto cassa andando a meritarsi e guadagnare tutto ciò che negli anni precedenti era stato tenuto da parte in nome del bene comune.
Inoltre i Mavs hanno lasciato andare senza troppi dispiaceri Chandler Parsons, ovvero la loro punta del mercato recente, a causa dei continui infortuni e della serie interminabile di episodi funesti che hanno caratterizzato la sua recente carriera. Parsons e Cuban sono molto amici e lo sono rimasti anche dopo la decisioni di non proseguire il rapporto di collaborazione lavorativa. Entrambi ci hanno tenuto a rimarcarlo anche a distanza dalla firma del giocatore con i Grizzlies.
Cuban ha quindi deciso di puntare su un giocatore che può essere assimilato a Parsons, ovvero quelle “non stelle” che chiamano un massimo salariale. Stiamo parlando di Harrison Barnes che dopo una stagione decisamente zoppicante all’interno dei Warriors è stato soppiantato dall’arrivo di Kevin Durant e automaticamente si è trovato a cercare altre sfide. La più intrigante è quella proposta dai Mavericks che hanno intenzione di investirlo di grandi resposnabilità ritenendolo un fit migliore rispetto a Parsons. Effettivamente Barnes è più atletico, più lungo, maggiormente affidabile fisicamente e anche di gran lunga più giovane. Tutti questi aspetti hanno fatto pendere l’ago della bilancia verso l’ex Warriors che ora dovrà dimostrare di meritarsi questa investitura.
E’ possibile che la sua stagione sia molto positiva, anche grazie a Rick Carlisle che lo allenerà, infatti quest’ultimo rimane uno dei primi cinque allenatori dell’intera lega, nonché uno capace di far rendere al massimo i propri giocatori per i loro pregi, nascondendone i difetti. Se a questo aggiungiamo che si allenerà ogni giorno con un futuro Hall Of Famer come Dirk Nowitzki, non può che accelerare il processo di crescita.
Come ogni anno i Mavs saranno una squadra, magari non di primissima fascia, ma decisamente intriganti, potenzialmente divertenti e certamente scomodi da incontrare in un eventuale primo turno di post season per le teste di serie.
Dopo il primo upset del tardo pomeriggio dove l’Australia ha sorpreso la Francia con una partita perfetta dandole una sonora lezione, la prima notte olimpica ha regalato ben poche altre sorprese con Team USA e Serbia vincenti sul velluto contro Cina e Venezuela.
“V...
Come vi abbiamo riportato qualche giorno fa, Derek Fisher sta lavorando alacremente per tenersi in forma e provare a fare un clamoroso ritorno nella NBA all’età di 41 anni e dopo due stagioni da capo allenatore. Sarebbe un’impresa unica nella storia della lega,...