I Nets piegano i Bucks, Curry beffa i Lakers in volata

I risultati della notte NBA
19.01.2021 16:54 di Paolo Terrasi Twitter:    Vedi letture
I Nets piegano i Bucks, Curry beffa i Lakers in volata

BROOKLYN NETS- MILWAUKEE BUCKS 125-123 | Quarto successo in fila per i Nets che vincono al termine di un finale combattuto e divertente la sfida contro i Milwaukee Bucks: protagonisti anche questa volta il nuovo arrivato James Harden e Kevin Durant, che manda a bersaglio la tripla del definitivo sorpasso Brooklyn a 36 secondi dalla sirena. Khris Middleton, autore di 25 punti, si ferma soltanto sul ferro allo scadere. Ancora senza Kyrie Irving, che dovrebbe tornare ad allenarsi già dalle prossime ore, i Nets affidano le chiavi del proprio attacco a James Harden, scatenato come nella gara d’esordio e autore di 34 punti e 12 assist. Anche quando sbaglia la conclusione, il Barba trova il modo di essere decisivo, come accaduto con il rimbalzo d’attacco raccolto a seguito dell’errore dall’arco nell’ultimo minuto di gioco: un possesso recuperato che ha poi portato al bersaglio decisivo di KD. Già, Kevin Durant. Un altro di quelli con cui dover fare i conti. “Si sveglia la mattina, arriva alla partita e segna 30 punti”, spiega a fine gara un corrucciato Giannis Antetokounmpo. “Se non sei aggressivo, sono 50”. I Bucks le hanno provate tutte, ma alla fine sono davvero 30 con nove rimbalzi e sei assist per KD, utili per portare il bottino complessivo raccolto con Harden a quota 138 punti nelle prime due gare - seconda miglior coppia di sempre all’esordio con una nuova squadra, dietro i soli Wilt Chamberlain (139) e York Larese (132). Dall’altra parte anche Milwaukee prova a cambiare rotazione, con Antetokounmpo che resta in campo per 40 minuti - prima volta in carriera in un match senza overtime sotto la guida di coach Budenholzer - e raccoglie 34 punti, 12 rimbalzi e sette assist con 13/26 al tiro. A pesare però è soprattutto la sua indecisione nel tiro da lontano, sfruttata al meglio dalla difesa Nets nel finale. 

LOS ANGELES LAKERS-GOLDEN STATE WARRIORS 113-115 | Nessuno lo avrebbe immaginato quando, dopo meno di quarto di gioco, i Lakers sfioravano già le 20 lunghezze di vantaggio (19 per l’esattezza) in un avvio che sembrava aver marchiato a fuoco la gara. I padroni di casa invece hanno peccato di presunzione, ritenendo Golden State avversario già battuto: i campioni NBA in carica hanno così mollato la presa sul match proprio quando gli Warriors hanno prodotto il massimo sforzo: risultato? Alla fine l’hanno portata a casa Steph Curry e Draymond Green. Nel finale sono più gli errori che i canestri, ma il bersaglio pesante in favore degli Warriors lo firma proprio il n°30 di Golden State a 66 secondi dalla sirena: una tripla delle sue, che porta gli ospiti sul +5, costringe i Lakers al timeout e a provare invano a riportarsi avanti. Per Curry sono 26 punti con 8/22 al tiro e tre triple a bersaglio, conditi con sette assist. Kelly Oubre Jr. ne aggiunge 23, in quella che è la sua miglior partita con la squadra di Golden State in questo primo mese di regular season. E LeBron? Spuntato come tutti i Lakers, che inciampano e perdono dopo aver vinto cinque partita in fila. James chiude con 19 punti a referto, sbagliando tanto (6/16 dal campo) e fermandosi soltanto sul ferro in un paio di occasioni nell’ultimo minuto di gioco. Anthony Davis ne aggiunge 17+17, tentacolare a rimbalzo ma poco efficace quando c’era da muovere la retina. Il miglior realizzatore dei gialloviola è Dennis Schroder con i suoi 25 punti, raccolti con 8/15 dal campo in 33 minuti d’utilizzo. 

PORTLAND TRAIL BLAZERS-SAN ANTONIO SPURS 104-125 | I protagonisti della vittoria degli Spurs sono i soliti noti (LaMarcus Aldridge con 10/17 al tiro, 22 punti ma soli 2 rimbalzi, DeMar DeRozan con 11 assist oltre a 20 punti e Dejounte Murray che sfiora la tripla doppia con 9 punti, 9 rimbalzi e 11 assist). A far notizia però Rudy Gay e Patty Mills: il primo firma la tripla n°1.000 in carriera, il secondo arriva a quota 930, il massimo mai toccato in una sola squadra da un giocatore in uscita dalla panchina. Senza il suo partner di reparto CJ McCollum, fermo ai box, Damian Lillard si prende ancor più tra le mani l’attacco dei Blazers: chiude con 35 punti, ma ovviamente l’efficienza non è ottimale (10/23 dal campo, 3/10 dall’arco). Ne mette 21 Rodney Hood, alla miglior gara stagionale, e 14 Carmelo Anthony dalla panchina, ma Portland crolla nell’ultimo quarto, perso 38-22. Male la difesa, che concede tutto agli Spurs (il 53.3% al tiro, oltre il 45% da tre, 33 assist). 

NEW YORK KNICKS-ORLANDO MAGIC 91-84 | New York tiene Orlando a 13 punti nel primo quarto e fa gara di testa fin dall’inizio, arrivando ad avere anche 15 punti di vantaggio. Vantaggio che si azzera nel quarto periodo (78-78 a 200 secondi dalla fine): il guizzo decisivo è però della difesa dei Knicks, che centrano la seconda vittoria in fila mandando due giocatori in doppia doppia: il solito Julius Randle (solo 5/19 al tiro ma 21 punti con 17 rimbalzi) e RJ Barrett(22+10). 

ATLANTA HAWKS-MINNESOTA TIMBERWOLVES 108-97 | Gli Hawks controllano per quasi tutti i 48 minuti la gara, collezionando cifre molto buone (32 assist su 37 canestri segnati) e altre meno buone (24 palle perse sono tantissime). DeAndre Hunter è il top scorer di squadra a quota 25 (con tre triple a segno), Clint Capela domina sotto canestro (15 rimbalzi oltre a 23 punti) e Trae Young sfiora la tripla doppia (20 con 13 assist e 8 rimbalzi). Basta — e avanza — per aver la meglio dei Timberwolves.

MEMPHIS GRIZZLIES-PHOENIX SUNS 108-104 | Quinto successo in fila per i Grizzlies che si godono un Ja Morant da 17 punti e 10 assist e battono anche i Suns: merito della tripla firmata da Grayson Allen a 66 secondi dalla sirena, quella che vale il +3 seguita da un canestro in penetrazione del già citato rookie dell’anno in carica - abile poi a prendersi uno sfondamento da Chris Paul, chiudendo così definitivamente i conti: “Ha un feeling diverso con la partita: per tre quarti ha studiato la gara, nell’ultimo ci ha permesso di prenderci il successo”.

TORONTO RAPTORS-DALLAS MAVERICKS 116-93 | Un determinante Kyle Lowry su entrambi i lati del campo regala ai Raptors un successo meritato contro Dallas. Alla sirena finale la tripla doppia non è lontana: 23 punti, nove rimbalzi e sette assist, a cui si aggiungono i 19 realizzati da Pascal Siakam (15 nella ripresa) e i 21 punti di Chris Boucher - entrambi contributi decisivi nel terzo successo in fila per Toronto, che sta provando a scollarsi di dosso il pessimo avvio di regular season. Il lavoro di Lowry si vede anche in difesa in marcatura su Luka Doncic (di cui si prende cura in modo particolare OG Anunoby) - reduce da una storica tripla doppia e limitato a soli 15 punti segnati con 4/11 dal campo, conditi con sette rimbalzi e nove assist. Senza il loro All-Star in piena forma, Dallas arranca in attacco, tirando con il 37.8% complessivo di squadra, raccogliendo 23 palle perse e incassando il terzo ko consecutivo, nonostante i 23 punti e nove rimbalzi di Kristaps Porzingis. 

CHICAGO BULLS-HOUSTON ROCKETS 125-120 | Dopo aver perso quattro partite in fila con uno scarto pari o inferiore ai quattro punti, i Chicago Bulls dimostrano nel giro di 24 ore di aver capito come fare a vincere - raccogliendo il secondo successo consecutivo grazie al contributo di ben sette giocatori in doppia cifra - senza mai rischiare troppo il sorpasso da parte dei Rockets nell’ultimo quarto d’ora di gioco. Il miglior realizzatore in casa Bulls è, ovviamente, Zach LaVine: 33 punti un chirurgico 11/16 al tiro, quattro triple e sette assist; necessari al motore di Chicago per ricominciare a funzionare nel migliore dei modi. Lauri Markkanen ne aggiunge 18, con i Bulls che mandano a bersaglio 20 triple e mantengono la testa della sfida per oltre 49 minuti. Ottimo esordio per Victor Oladipo che, nonostante il risultato, riesce da subito ad avere un grande impatto: da subito 32 minuti sul parquet partendo in quintetto - complice anche l’assenza di John Wall - chiusi con 32 punti a referto, 13/23 dal campo, 4/9 dall’arco, nove rimbalzi e cinque rimbalzi. Aggiunge 30 punti anche Christian Wood (con 11/16 dal campo), ma Houston non riesce a evitare la quarta sconfitta nelle ultime cinque gare. 

MIAMI HEAT-DETROIT PISTONS 113-107 | Ancora senza Jimmy Butler, Tyler Herro e non solo, Miami recupera 19 lunghezze di svantaggio e batte i Pistons, trascinata da un gigantesco Bam Adebayo: per il giovane All-Star degli Heat sono 28 punti, 11 rimbalzi, 9/15 dal campo e la stoppata decisiva piazzata su Jerami Grant nell’ultimo minuto di gioco sul possesso che ha poi segnato la sfida. Dragic aggiunge 22 punti, Robinson e Nunn 18. Detroit non riesce così ad approfittare di una sfida in cui raccoglie tanto in attacco da diversi giocatori: Grant come al solito guida i Pistons con i suoi 27 punti e 10/19 al tiro, seguita da un Wayne Ellington - ex di giornata - letale dall’arco: 7/11 da lontano e 24 punti totali. Bene anche Derrick Rose che ne aggiunge 21 a gara in corso, che non bastano però ai Pistons per prendersi il secondo successo nel giro di tre giorni contro Miami.