Lakers, lezione a Denver; Oubre guida Golden State su Dallas

I risultati della notte NBA
05.02.2021 11:47 di Paolo Terrasi Twitter:    Vedi letture
Lakers, lezione a Denver; Oubre guida Golden State su Dallas

LOS ANGELES LAKERS-DENVER NUGGETS 114-93 | Dura due quarti la resistenza dei Nuggets, avanti anche in doppia cifra nella prima metà di gara e convinti di poter dire la loro allo Staples Center - almeno fino a quando LeBron James non ha deciso di spazzare via tutti dal campo e vincerla nel giro di una decina di minuti. Al 37-17 del terzo quarto (condito con un parziale da 19-0), si aggiunge il 31-18 dell’ultima frazione: il risultato è che i Lakers restano ancora - di molto - superiori a Denver. LeBron James è il protagonista assoluto del successo Lakers, conquistato grazie a una partita da 27 punti, 10 rimbalzi e 10 assist con 12/19 al tiro. Grazie a questa tripla doppia, il n°23 dei Lakers porta a 23 la striscia di partite consecutive con almeno 15 punti, 5 rimbalzi e 5 assist a referto per iniziare la stagione - la più lunga di sempre, superando il record fissato da lui in maglia Heat ormai nove anni fa. Il tempo nel caso di LeBron però non sembra passare. Nel corso di una serata da record - l’ennesima - James fa anche in tempo a superare Wilt Chamberlain per numero di canestri totali realizzati in carriera dal campo in NBA (gliene servivano soltanto tre per riuscire nell’impresa, ne sono arrivati 12), diventando così il terzo all-time anche di questa particolare classifica che vede davanti a lui soltanto Karl Malone e in vetta Kareem Adbul-Jabbar. Denver esce inevitabilmente ridimensionata da una sfida in cui tira con il 39% dal campo e non va oltre i 20 punti a referto di Jamal Murray con 7/17 al tiro, a cui si aggiungono i 13 con 10 rimbalzi e 6 assist di un modesto Nikola Jokic - ben diverso rispetto a quello visto finora in stagione e limitato al meglio da Anthony Davis, che dal canto suo non brilla in attacco e “si accontenta” di aggiungere 13 punti (5/8 al tiro) e 9 rimbalzi alla sua convivente prova a protezione del ferro.

DALLAS MAVERICKS-GOLDEN STATE WARRIORS 116-147 | Senza centri di ruolo a disposizione e con l’obbligo di schierare per buona parte del match un quintetto ben più piccolo di quello dei Mavericks, gli Warriors ritrovano ritmo in attacco - grazie a un formidabile Draymond Green, che chiude con 15 assist a referto - e mettono a segno almeno 35 punti in ogni quarto di gioco (non succedeva a Golden State dal 1991). Il risultato è impietoso per Dallas, che regge due quarti e crolla dopo l’intervallo lungo. Per una volta il protagonista in positivo è Kelly Oubre Jr., che ritocca a rialzo il suo massimo in carriera e gioca la miglior partita della sua carriera in NBA: per l’ex Suns sono 40 punti con 14/21 al tiro, 7/10 dall’arco e 8 rimbalzi. Una prestazione maiuscola, alla quale si accompagna un quintetto tutto in doppia cifra e uno Steph Curry da 28 punti, 6 assist e 4 triple a bersaglio(raggiunta quota 100 canestri da lontano in stagione in 22 gare). Per Dallas è l’ennesima pesante battuta d’arresto in una stagione molto complicata per i Mavericks: Luka Doncic chiude con 27 punti a referto, conditi con 6 assist ma raccolti tirando soltanto con il 40% dal campo. Kristaps Porzingis ne aggiunge 25, ma è tutto inutile: a meno di 24 ore di distanza dal successo contro Atlanta, i texani tornano a perdere e incassano così la sesta sconfitta consecutiva in casa.

PHILADELPHIA 76ERS-PORTLAND TRAIL BLAZERS 105-121 | Le riserve (e mai questa parola suonò così di lusso) dei Blazers non fanno pesare l’assenza dei tanti infortunati di lungo corso per Portland - a cui si aggiunge anche Damian Lillard - e trovano con merito il successo in un match sulla carta senza storia contro i Sixers. Decisivo il parziale da 40-19 nel terzo quarto, che permette agli ospiti di scappare via nel punteggio e non voltarsi più indietro. Una prestazione figlia dell’ottima difesa (per una volta, con McCollum che su Twitter scherza e dice: “Dopo questa siamo diventati la 22^ miglior squadra a protezione del ferro”) e dei canestri di insoliti protagonisti: Gary Trent Jr. chiude con 24 punti e 4/9 dall’arco, a cui si aggiungono i 22 punti di Carmelo Anthony e i 17 con 18 rimbalzi di un maiuscolo Enes Kanter. In casa Sixers invece non basta il solito Joel Embiid versione extra-lusso, abile a sfruttare la difesa di certo non asfissiante da parte di Enes Kanter e a mettere a referto ben 25 punti nel solo secondo quarto (unico assieme a Bradley Beal a segnare così tanto in una singola frazione): alla sirena finale sono 37 con 14/21 al tiro, un tentativo sbagliato con i piedi oltre l’arco e un eloquente -23 di plus/minus. Evidentemente i suoi canestri non sono serviti a Philadelphia per non far pesare l’assenza di Ben Simmons. 

ATLANTA HAWKS-UTAH JAZZ 91-112 | Jordan Clarkson, autore di 23 punti e cinque triple in uscita dalla panchina, permette ai Jazz di vincere senza grossi problemi contro gli Hawks - in back-to-back e già reduci dal ko contro Dallas - e soprattutto di mantenere il miglior record dell’intera NBA (17-5). Ai canestri che alimentano la sua candidatura a miglior sesto uomo dell’anno, si aggiungono i 21 punti di Bojan Bogdanovic e i 18 di Donovan Mitchell. Atlanta invece è costretta a fare a meno di Trae Young - alle prese con un dolore al polpaccio destro e rimasto a riposo nella seconda notte di partite consecutive: in quintetto parte Rajon Rondo, mentre i migliori realizzatori a fine gara sono John Collins con i suoi 17 punti e 7 rimbalzi a cui si aggiungono i 16 di Kevin Huerter. I padroni di casa infatti non fanno mai canestro, tirano con il 32.7% di squadra e raggiungono così le tre partite in fila senza successi. Modesta anche la prestazione di Danilo Gallinari, reduce meno di 24 ore fa dalla sua miglior partita a livello realizzativo (19 punti in 21 minuti): questa volta sono soltanto 5 i punti a referto, raccolti tirando 1/6 dal campo senza trovare il fondo della retina dalla lunga distanza. In 18 minuti trascorsi in campo, Gallinari raccogliere 4 rimbalzi e perde un paio di palloni. 

MEMPHIS GRIZZLIES-HOUSTON ROCKETS 103-115 | Tornano al successo gli Houston Rockets, guidati dai 22 punti di John Wall, dai 20 di Eric Gordon e dai 19 di Jae’Sean Tate - al suo nuovo massimo in carriera; riscattando così nel migliore dei modi la sconfitta di 17 lunghezze incassata contro OKC. Merito del tiro dalla lunga distanza che è tornato a sorridere ai texani, passati dal 26% di conversione di 24 ore prima al 19/45 contro Memphis. In un match in cui i Rockets hanno fatto a meno di Victor Oladipo - sulla carta causa infortunio, ma si fanno sempre più insistenti le voci di mercato sul suo conto - la pessima notizia per Houston è l’infortunio di Christian Wood. Il lungo ex-Pistons ha girato la caviglia destra al termine di una penetrazione a canestro nel terzo quarto, provando poi lo stesso ad andare in lunetta a tirare i liberi e convinto dai compagni a tornare nello spogliatoio ed evitare rischi ulteriori. Si fermano così nuovamente i Grizzlies, nonostante i 15 punti di Ja Morant - in corsa per un posto All-Star Game - a cui si aggiungono i 16 in uscita dalla panchina di Desmond Bane, il rookie con esperienza scelto da Memphis e sempre più affidabile con i piedi oltre l’arco, anche in un match non semplice dalla lunga distanza per i padroni di casa chiuso con 12/35 al tiro.