I Rockets firmano Michael Beasley, sarà la svolta della stagione?Mossa di mercato per Daryl Morey, riuscirà a risollevare la sorti della stagione?
"Houston abbiamo tanti problemi". Fino a questo momento la stagione degli Houston Rockets è stata tutt'altro che positiva. Partiti con ben altre ambizioni ad inizio anno, considerati da molti addirittura come una contender per Warriors, Cavs e Spurs, i Razzi texani si trovano all'ottavo posto nella Western Conference in lotta con Utah per cercare di difendere una preziosissima qualificazione ai playoff. Certo, anche in caso di raggiungimento dell'obiettivo, Harden e compagni si troverebbero a dover affrontare gli invicnibili Golden State Warriors, ma non centrare nemmeno la post season avrebbe probabilmente un effetto ancora più negativo sullo sviluppo del progetto (ammesso che un progetto ci sia) di Daryl Morey. Nel frattempo, per mettere una falla al proprio roster e proseguire spedita verso lidi più tranquilli, Houston ha ufficializzato la firma di Michael Beasley fino al termine della stagione. Provare ad immaginare l'impatto che l'ex Kansas State University potrebbe avere sulla franchigia texana non è per nulla facile perché per nulla facile è intuire come il classe 1989 si presenterà ai nastri di partenza. Sul talento di Beasley nessuno osa obiettare, ma sull'atteggiamento e, soprattuto, sull'approccio dell'ex ragazzo prodigio non vi è, purtroppo, certezza alcuna. Scelto al dfrat del 2008 dai Miami Heat con la chiamata numero 2 (la prima è stata spesa dai Bulls per Derrick Rose), la carriera di Beasley in NBA ha conosciuto qualche alto ma soprattutto diversi bassi. Nonostante la giovane età l'ex Wildcats ha alle spalle 6 stagioni in NBA tra Miami Heat, Minnesota Timberwolves, Phoenix Suns, e poi di nuovo Heat per un totale di oltre 400 incontri ed una media punti di 13 ad allacciata di scarpe. L'ultima esperienza è stata però lontano dagli USA e precisamente in Cina dove con la maglia dello Shandong Flaming Bulls, ha viaggiato a 31.7 punti con 13.2 rimbalzi e 3.8 assist di media venendo anche eletto MVP della CBA. Difficilmente questi numeri spaventosi potranno essere replicati nello stato in cui 'everything's bigger' (tranne i numeri di Beasley per l'appunto) ma se dovesse riuscire ad inserirsi negli schemi J.B. Bickerstaff ed a non incupirsi per l'inevitabile riduzione dei minuti a disposizione e la perdita del ruolo di uomo copertina della squadra, allora il suo contributo potrebbe essere prezioso come quello della navicella Aquarius per provare a risolvere quel problem che tormenta il sonno di Leslie Alexander e Daryl Morey. Altre notizie - NBA
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