Era una data segnata con il circoletto rosso, perché era semplicemente il ritorno a Dallas di DeAndre Jordan dopo la telenovela estiva. Tanti cartelli come “what an idiot” o “Your world i sas terrible as your free throw percentage” che sono solo la punta dell’iceberg di una serie di “boo” e d’improperie scagliate contro il giocatore dei Clippers, che dopo un alley-oop iniziale non ha giocato una grande partita, visto che quando è stato in camo il plus/minus della squadra è stato -23. Ovviamente questa data se l’è segnata anche Dirk Nowitzki, forse il più danneggiato di tutti, infatti ha inserito il gettone della grande prestazione mettendone 31 con 11 rimbalzi e la tripla a tabellone che ha regalato prima il vantaggio e poi la vittoria ai Mavs. Mark Cuban nel prepartita aveva detto di aver conservato tutti gli SMS di Jordan durante l’estate, mentre Jeff Van Gundy non si spiega l’accanimento dei tifosi su DAJ visto che è “solamente” una persona che ha cambiato idea. Di sicuro i tifosi dei Mavs si sono tolti una bella soddisfazione e sul profilo twitter ufficiale della squadra è arrivato lo sfottò che augura ai Clips un buon rientro a casa.
Oltre a questo è stata anche la nottata dei buzzer beater infatti Orlando ha battuto i Lakers grazie a un canestro di Vucevic a 0.8” dal termine. Nei Lakers Kobe Bryant è in panchina per la seconda partita consecutiva, così l’ultimo possesso va in mano a Lou Williams che sbaglia malamente. Sulla rimessa un turnaround jumper di Vucevic decide la partita.
A Denver invece il semi-buzzer è di Kenneth Faried che regala la vittoria ai suoi Nuggets nonostante il brutto tiro finale di Gallinari. Danilo si chiude sul lato ed è obbligato al fade away della disperazione dopo che Antetokounmpo aveva sorpassato in modo rocambolesco poco prima. Il tiro non vede neanche il ferro, ma il più lesto di tutti è Manimal che appoggia il canestro vittoria.
A Houston arriva la prima dei Nets che battono i Rockets a domicilio grazie a una sontuosa prova da 22 di Bogdanovic. La partita viaggia a sprazzi e condanna degli svogliati Rockets che hanno un Harden da 23 punti, ma con 8-22 dal campo, e che vivono una bruttissima serata nel tiro pesante, cedendo il passo a una squadra ancora a secco di vittorie.
Continua l’inesorabile marcia dei Warriors che battono ancora i Grizzlies, questa volta a casa loro, e suonano la nona sinfonia, cominciando a scomodare paragoni pesanti con i Bulls del 72-10. E’ sempre Steph Curry il condottiero dei suoi con 28 punti e Walton aspetta ancora senza particolare ansia la prima sconfitta in carriera.
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