La difesa su Curry e la vittoria di Pop, ma i Warriors ne escono rafforzatiUn po' di spunti dal big match della notte NBA, vinto dalla squadra texana in volata
Quel -30, dello scorso 25 gennaio, all’ombra dell’Alamo se l’erano legati al dito, più di tutti probabilmente Gregg Popovich. Il coach dei San Antonio Spurs, che spesso ha snobbato in passato le gare di stagione regolare che poi potevano ripetersi nei playoff, questa volta l’ha preparata nei minimi dettagli, non lasciando nulla al caso. Voleva vincerla e dimostrare che quella sconfitta era stata un caso e che i texani sono al livello dei californiani. Ha sacrificato Tim Duncan, solo otto minuti in campo e terza partenza in panchina su 1.382 gare in carriera, per rispondere al quintetto piccolo di Kerr ed i fatti gli hanno dato ragione, con un Boris Diaw superlativo e decisivo all’inizio e alla fine, tra canestri, rimbalzi e assist strepitosi. L’altra chiave del match è stata, ovviamente, la difesa: solo 79 punti concessi ad una squadra che solitamente ne segna oltre 110 a partita. In particolare, il lavoro su Steph Curry è stato certosino: pressing continuo, continui cambi difensivi per non lasciargli mai lo spazio per tirare ed anche qualche fallo tattico, per evitare di fargli prendere il ritmo della partita. L’MVP ha pagato questo trattamento, chiudendo con 4/18 dal campo e 1/12 da 3 per appena 14 punti, non riuscendo a trovare quei lampi nei momenti decisivi della partita. Il terzo motivo della partita è stato LaMarcus Aldridge: disastroso nella gara ‘d’andata’, in doppia doppia ieri notte e presentissimo anche in difesa. Dunque, tutti quei discorsi sui Warriors imbattibili e pronti a vincere il secondo anello consecutivo sono andati in cantina? Assolutamente no, anzi, forse la squadra di Kerr esce rafforzata da questa partita, pur nella sconfitta. E’ rimasta in partita fino alla fine contro la rivale numero 1 ed in trasferta, nonostante la prova difficile del proprio leader ed un complessivo 9/36 nel tiro dall’arco, confermando come sia molto solida in difesa. Poi era alla quarta partita in cinque giorni ed aveva due assenze importanti come Iguodala e Bogut. Dunque, una sfida ancora tutta scrivere e da vedere: ci saranno altri due confronti in stagione regolare e se poi fosse la finale ad Ovest, potrebbe diventare una delle serie playoff più belle di sempre. Con tutto il rispetto per le altre squadre, da tifosi del basket, noi ce lo auguriamo. Altre notizie - NBA
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