Le sliding doors dell'estate di Melo: prima Cavs, poi Rockets

Tutti i retroscena dell'estate di Carmelo Anthony.
 di Simone Mazzola Twitter:   articolo letto 165 volte

Tengono banco ancora i movimenti di mercato che riguardano il famoso Banana Boat di qualche anno fa con Dwyane Wade che raggiunge LeBron James a Cleveland e Carmelo Anthony che vola a OKC.

Come spesso succede il mercato NBA, ma anche in generale negli altri sport, è ricco di sliding doors e quelle che Carmelo Anthony ha raccontato alla radio Sirius XXM nella giornata di ieri sono quasi clamorosi.
In sostanza all’inizio sia lui che Paul George sono stati a un passo dai Cleveland Cavaliers nel giorno del draft: “Io e Paul siamo amici e siamo rimasti in contatto praticamente per tutta l’estate. Ci confrontavamo, parlavamo del nostro futuro e ci tenevamo aggiornati sulle rispettive situazioni. Nei giorni pre draft eravamo entrambi molto vicini a finire ai Cavs e già facevamo dei ragionamenti a riguardo, poi per qualche motivo tutto è saltato e abbiamo ricominciato la nostra ricerca. Poi per ironia della sorte ci siamo ritrovati, in un’altra città come OKC ma comunque con la stessa maglia”.
Di Paul George ai Cavs in sede di draft si era già parlato tempo fa, mentre Anthony non sembrava mai essere stato accostato concretamente ai Cavs con uno scambio che si era solo fermato al rumor e alle parole.

Oltre a questo Melo sembrava poi ovviamente indirizzato verso Houston, dall’altro amico Chris Paul, essendo questa la destinazione più intrigante per lui che aveva potere di decidere vista la no trade clause. Lo scambio era fatto e sembrava quasi ratificato, ma anche in questo caso poi qualcosa è saltato e allora venerdì scorso i Knicks e Melo si sono messi intorno a un tavolo entrando nell’ordine d’idee di iniziare insieme il training camp. Il giocatore tutto voleva fare tranne che subire domande e insinuazioni sulla sua situazione a New York dopo tutto quello che era successo in estate. Lì si è inserita OKC e quando è arrivata la telefonata a Melo con la domanda se i Thunder potessero essere una destinazione gradita, è arrivato il sì convinto che lo ha portato nella squadra dove giocherà per i prossimi due anni, ma soprattutto scongiurandogli un media day a New York che non avrebbe fatto bene né a lui, né ai Knicks.
Presti si è così infilato in una situazione di debolezza sia dei Knicks, che di Anthony e formulando una discreta offerta ha fatto l’ennesimo colpaccio di questa offseason.