Si è parlato tanto e agito ancora di più in questa torrida estate NBA. Tutte le squadre si sono rinnovate, tante rinforzate e alcune deliberatamente indebolite per procedere al rebuilding e tornare ancora più forti di prima tra qualche anno.
La deriva dei superteams iniziata dai Cavaliers e portata all’estremo dai Warriors ha imposto sostanzialmente alle altre squadre di seguire quelle orme e fare di tutto per crearne uno. L’obiettivo è quello di contrastare le due forze egemoni delle ultime tre stagioni, così Rockets, Celtics e Thunder hanno lavorato alacremente per crearsi la propria squadra che potesse insidiarli. Nonostante questo le progettazioni di record e di titolo da parte delle statistiche non lasciano dubbi a un repeat dei Warriors. La percentuale di probabilità che ciò accada è incredibilmente alta e al 70.86% si chiuderà con un’altra parata a San Francisco. Quello che rende tutto incredibilmente prevedibile è che dall’altra parte c’è un 20% di probabilità che vedranno Cleveland in finale, rendendo così altissima e molto vicina alla sicurezza la quarta riedizione della solita finale NBA degli ultimi anni.
A Est gli unici a poter impensierire i Cavs di James e Wade sono i Celtics che però hanno meno della metà delle probabilità di arrivare in finale (9.1%), seppur una percentuale di titolo che si avvicina a quella dei Cavs (8.52 contro 9.22).
E’ ben diverso il discorso per la Western conference, dove il fatto che i Warriors praticamente siano favoriti a occhi chiusi per il titolo, pone lo stesso veto anche sulla partecipazione alle finals: i San Antonio Spurs e gli Houston Rockets hanno il 6.2% di possibilità di raggiungere la finale, seguiti dal 5.9% dei Thunder. Il tutto si assottiglia a un 5.2% di probabilità per i Rockets, 2.72% per gli Spurs e addirittura 0.62% per i Thunder di alzare il trofeo finale.
Poi ci sono una sequela di squadre che hanno lo zero cosmico di possibilità di arrivare al titolo, ma soprattutto nemmeno alle conference finals e sono: Hawks, Pacers, Bulls, Magic e Nets per l’est, Jazz, Kings, Lakers e Suns per l’ovest.
Verrebbe da dire, secondo le statistiche: tanto rumore per nulla, tanto poi vincono i Warriors, ma fortunatamente mai come in questa stagione, un piccolo incidente di percorso dei campioni potrebbe cambiare davvero la geografia della lega.
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