Nella notte italiana è arrivata la tanto attesa e lungamente trattata riforma riguardo al Draft NBA che entrerà in vigore dalla prossima stagione.
L’obiettivo di Adam Silver e del suo entourage era sostanzialmente quello di disincentivare il tanking spinto che rende spesso la seconda parte di stagione un lento avvicinarsi alla postseason ricco di non competitive.
Le modifiche sostanziali sono due.
La prima riguarda la probabilità percentuale che le squadre hanno di ricevere la prima scelta. Attualmente la peggior squadra della lega poteva scendere al massimo in quarta posizione, ora questa estrazione “bloccata” è stata estesa a quattro, anche se le differenze più radicali riguardano le percentuali di successo per le ultime qualificate. Prima la peggior squadra aveva il 25% di possibilità di avere la prima scelta assoluta, la seconda il 19% e la terza il 15.6%. Con il nuovo regolamento tutte le prime tre avranno il 14% di possibilità di avere la prima scelta, mentre c’è una discreta impennata per chi sta nelle retrovie tra la quarta e la decima scelta, che possono vedere un incremento anche del 3%. Per quelle dalla undici alla quattordici rimane invariata una percentuale di meno del 2%.
Hanno votato tutti per questa riforma e la maggioranza necessaria era quotata a ventitre, mentre i favorevoli sono arrivati addirittura a 28 con solo gli Oklahoma City Thunder contrari e i Mavericks astenuti.
Il motivo della disapprovazione dei Thunder deriva dalla possibilità di un piccolo mercato di rinforzarsi. I free agent hanno sempre meno voglia di andare in piccole realtà o piccoli mercati per vincere e quindi le prime scelte del draft diventano una delle poche forme di rilancio che queste franchigie hanno e toglierla potrebbe essere un problema per loro. Si risolve invece il problema del tanking spinto, infatti la seconda miglioria portata da questa riforma vede delle sanzioni per chi fa riposare senza motivo le proprie stelle. Si tratta soprattutto delle partite televisive e di quelle in trasferta che devono avere i migliori giocatori in campo se nelle idonee condizioni. In questo modo le squadre potranno programmare i riposi dei giocatori simbolo senza incorrere in sanzioni e infatti Adam Silver ritiene che questa regola verrà messa nel cassetto e probabilmente poco utilizzata visto che conta sul buonsenso di tutti.
Ma il tanking in questo modo sarà davvero morto?
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