L’accumulo di talento giovane e dal grande potenziale è stato un diktat negli ultimi anni per i Minnesota Timberwolves e l’acquisizione della prima scelta assoluta Anthony-Towns non fa che accrescere questo potenziale per certi versi ancora inespresso.
Quest’anno l'idea era di puntare ad affiancare i giovani a un gruppo di veterani che potessero aiutarli nel processo di miglioramento. La presenza di Garnett ha già influito sugli inizi di Towns, ma due giocatori solidi e di esperienza come Miller e Prince dovevano essere le chiocce per gli altri ruoli, soprattutto per Zach Lavine in rampa di lancio.
Purtroppo per i lupi la notizia peggiore arriva dalla panchina dove Flip Saunders ha dovuto fare un passo indietro per motivi di salute, visto che gli è stato diagnosticato un tumore. Purtroppo c’era speranza per una pronta guarigione, ma le cure non sembrano sortire gli effetti sperati ed è praticamente impossibile vederlo sulla panchina in questa stagione. Speriamo che il periodo sia solo circoscritto a quest’anno.
Il sostituto Mitchell sembra aver già rivoltato le logiche per questa stagione, ovvero far giocare i giovani accanto ai veterani, infatti la sua idea è di spingere al massimo i nuovi talenti per vedere chi possa essere davvero parte del progetto. Questo impone il prepararsi a un’altra stagione di passione, considerando anche il fatto che in questo modo è possibile valutare il talento e l’adattabilità dei giocatori, ma non quanto possano essere utili nel lungo periodo se la squadra gioca sempre “a perdere”.
Anche Steve McPherson di Hardwood Paroxysm è scettico:”Non sono sicuro che spingere ossessivamente i giovani sia la scelta giusta -dice- infatti Saunders aveva pensato a una valutazione delle nuove leve all’interno di contesti che tendessero alla vittoria e all’organizzazione di gioco. Con questa logica potrebbe tranquillamente essere un’altra stagione da 15 vittorie”.
Se Anthony-Towns sarà una sicurezza in questa stagione, sebbene McPherson non lo veda come possibile Rookie Of the Year in favore di un esterno (l’ultimo lungo ROY fu Griffin nel 2011) ci sono due giocatori su cui puntare gli occhi nelle retrovie del roster. Uno è Gorgui Dieng che con il suo lavoro sporco e la sua fisicità interna potrebbe essere una valida alternativa nei momenti in cui Towns riposerà, mentre l’altro è Nemanja Bjelica che potrebbe essere l’epitome dello stretch four che allarga il campo e gioca come un esterno. La sua combinazione con Towns potrebbe essere davvero esiziale in attacco, anche se in difesa concederebbe qualcosa di troppo vicino a canestro. Di sicuro la gioventù di Minnie garantirà la possibilità di mettere molta energia in difesa, giocare sulle linee di passaggio e provare a esasperare il concetto di campo aperto e transizione (dove potrebbero essere inarrestabili), ma dal punto di vista dell’attacco a metà campo il lavoro da fare è molto e probabilmente senza veterani in campo continuativamente sarà anche difficile migliorare.
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