Dopo aver sorpreso nel campionato 2013/14, lo scorso anno i Phoenix Suns sono stati una delle delusioni della stagione NBA. E, partiti con il chiaro obiettivo playoff, hanno conquistato solamente 39 vittorie, restando fuori dalla post-season per il quinto anno consecutivo. Tra gennaio e l’estate, allora, è arrivato un nuovo ribaltamento del roster, con la speranza di tornare finalmente a costruire un team vincente, anche se quest’anno pensare ad una squadra in campo oltre metà aprile appare piuttosto complicato. Soprattutto nella super competitiva Western Conference.
L’estate in Arizona è vissuta sulla speranza (vana) di acquisire LaMarcus Aldridge, che ha poi scelto San Antonio in extremis, e sul caso dei gemelli Morris. Proprio con l’obiettivo di poter garantire il massimo salariale all’ex Blazers, i Suns hanno venduto Marcus Morris a Detroit: una volta fallita la missione LaMarcus, però, è esplosa la rabbia, per la cessione del fratello, di Markieff. Quest’ultimo si è lamentato apertamente tramite stampa, dicendosi ‘tradito’ da Phoenix e chiedendo a gran voce una trade. Alla fine è rimasto, ma avrà lo spirito giusto? A parole sì, vedremo con i fatti.
L’arrivo più importante è quello di Tyson Chandler, chiamato a dare esperienza e solidità sotto i tabelloni, per una squadra comunque con il contropiede come una delle armi principali, con la giovane ed esplosiva coppia di esterni Bledsoe-Knight a guidarlo. Gli acquisti di Booker, Weems e Teletovic potranno dare un po’ più di pericolosità dall’arco, uno dei punti deboli della scorsa stagione, così come regalare un po’ più di profondità alla panchina. Ma centrare i playoff sarà molto dura, a meno che non vengano ritrovate la chimica e l'entusiasmo di due anni fa.
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