Negli ultimi anni ai blocchi di partenza tutti parlavano dei Thunder come certa contender per il titolo, ovviamente per le caratteristiche e il talento a disposizione, ma coach Brooks un po’ per una cattiva sorte e un po’ per sue mancanze, non è mai riuscito a tornare a giocarsi il titolo come successe nel 2012.
Questo ha spinto Sam Presti e la società a cambiare rotta, lasciando andare a malincuore il coach che ha preso questa squadra dalle ceneri e assieme alle sue stelle l’ha fatta diventare una da 55-60 vittorie costanti nella spietata Western Conference. Ora al suo posto c’è Billy Donovan che deve dimostrare ovviamente tutto a livello NBA, ma sicuramente può portare una ventata di novità nella squadra, cercando di non far gravare solamente sulle due stelle l’attacco, ma di facilitargli il lavoro evitando che debbano inventare sempre dal palleggio. Il ritorno di Kevin Durant è semplicemente il motivo per cui una squadra possa definirsi competitiva e se a questo aggiungiamo il solito Russell Westbrook reduce da una stagione da MVP, è difficile tenerli fuori dalla lotta.
Ciò che favorisce l’avvicinamento alla stagione è che la critica rimanga concentrata sui nuovi Spurs di Aldrige, sui campioni di Golden State e i nuovi Clippers ancora alla ricerca di successo. Si parla poco di OKC, se non riguardo alla free agency di KD, ma si è fortunatamente messo da parte lo stucchevole dualismo Durant-Westbrook che non ha ragione di esistere nemmeno alla luce delle clamorose prestazioni del numero zero. I due hanno giocato insieme per una vita e sono ciò che sono anche per merito del rispettivo compagno, quindi se staranno bene assieme alla terza punta Serge Ibaka, è difficile tenerli fuori dalla lotta di tardo maggio inizio giugno.
Nonostante tutto è una squadra diversa rispetto a quella che raggiunse le finali nel 2012, ha uno Steven Adams che può fungere da Kendrick Perkins e probabilmente i suoi minuti di quantità serviranno come il pane in una squadra dal maggior talento con Waiters, Kanter e Augustin, ma dal minor spirito di sacrificio.
Il rinnovo del centro turco a cifre cosniderevoli ha fatto storcere qualche naso, soprattutto alla luce del fatto che sarà il backup di Adams e ha dimostrato diverse lacune difensive. Il giocatore ha più volte detto dopo l'offerta dei Blazers di voler restare ai Thunder ed è stato accontentato con il pareggio dell’offer sheet, ma ora dovrà aggiungere nuove qualità al suo gioco.
Anche Dion Waiters dovrà dimostrare di valere un rinnovo contrattuale, smussando i suoi istiniti da salvatore della patria offensivo, per fare un po’ ciò che faceva James Harden all’epoca ovvero il giocatore di rottura offensivo in assenza delle stelle, ma senza eccedere soprattutto in loro presenza. Sarà difficile vederlo efficace in un ruolo di gestione, ma il talento a disposizione è comunque tanto.
La chiave di tutto sarà come Billy Donovan riuscirà a mixare quintetti performanti difensivamente e complementari in attacco, ma soprattutto come riuscirà a entrare nella testa dei due top player per farli rendere al massimo con il minimo sforzo e, magari, più off the ball.
La sfida è aperta, ma arrivare con i fari spenti per KD (free agency o meno) potrebbe essere solo positivo.
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