La vicenda di Tristan Thompson e del suo rinnovo contrattuale con i Cleveland Cavaliers è diventata una telenovela molto più lunga e ingarbugliata rispetto ad altre firme illustri di quest’ultima free agency.
Rich Paul, agente del giocatore, non ha mai fatto mistero di esigere per il suo assistito il massimo salariale, sebbene i campioni della Eastern Conference fossero evidentemente recalcitranti a darglielo.
Il volere di Lebron James, che lo vedrebbe come pedina essenziale per la rincorsa al titolo dei Cavs, rende la patata ancor più bollente e rafforza enormemente la posizione del giocatore.
Lo stallo ormai dura da un po’ di tempo e trovare una soluzione sembra difficile, ma come succedeva in Italia con le bombe di Maurizio Mosca anche al di là dell’oceano ci sono fonti di notizie contrastanti.
Se su Adrian Wojnarowski non ci sono dubbi in quanto la sua attendibilità è a dir poco assoluta, lo stesso non si può dire di Chris Broussard che è già stato pizzicato qualche volta ad azzardare notizie definitive non proprio vere.
Anche in questo caso le sue fonti hanno toppato perché aveva detto prima di tutti su twitter che Thompson e i Cavaliers avevano firmato un accordo per il rinnovo triennale da 53 milioni di dollari.
La notizia è durata poco perché poi sia Jason Loyd che Joe Vardon hanno definito la bomba del collega prematura e del tutto inesatta in quanto non era stato firmato nessun contratto.
A seguito dei tweet di risposta di alcuni colleghi, il giornalista di ESPN ha aggiustato il tiro sconfessando la certezza della notizia e aggiungendoci un’intenzione delle parti in causa, specificando che i Cavs non avevano ancora accettato l’offerta.
L’unica certezza è che le fonti di Broussard non sono necessariamente attendibili, ma di vero c’è che le parti si stanno muovendo da quella situazione di stallo che ha caratterizzato l’ultimo periodo.
Da una parte ci sono i Cavs che sono abbastanza convinti non sia il caso di spendere il massimo salariale per un giocatore come Thompson, sebbene sappiano quanto importante sia nel sistema, mentre dall’altra c’è il giocatore che ha necessità di monetizzare e anche se firmasse una qualifyng offer che gli aprirebbe strade da massimo salariale in futuro, vorrebbe chiudere qui la pratica e rinnovare subito. Un po’ quello che ha fatto Jonas Valanciunas rinunciando a una discreta cifra sul lungo periodo, ma assicurandosi la stabilità subito, tanto da tornare direttamente dal ritiro lituano sino in Canada.
E’ possibile che le parti troveranno un accordo, perché reciprocamente conscie che un accordo farebbe bene a tutti.
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