Neanche i Bulls, top team a Est, sono riusciti a violare il campo dei Warriors. Erano stati loro durante la scorsa stagione gli ultimi a portare via dalla Oracle Arena una vittoria con il canestro di Derrick Rose nel finale, ma questa volta, pur rimanendo a contatto tutta la partita e dando dei grossi grattacapi alla squadra di Walton, non sono riusciti a completare l’opera a causa del solito Curry che ha imperversato con 27 punti e ai canestri decisivi nel finale di Harrison Barnes. Golden State ora è 14-0 e pronta per riscrivere la storia.
E’ anche la nottata delle cadute illustri nella Western Conference, infatti i San Antonio Spurs giocano una brutta partita a New Orleans contro il rientrante Anthony Davis e cedono il passo ai Pelicans che mettono in campo tutto ciò che hanno, con Unibrow in versione extra lusso e con tanta voglia di vincere.
Il mattatore del match è Ryan Anderson che con 30 punti ha sfruttato una difesa neroargento piuttosto svogliata sul perimetro.
Aldridge ha provato a tenere lì i suoi, ma qualche volta anche lui si è dovuto schiantare sul muro eretto da AD, mentre in attacco la tripla di Gordon su assists di Smith ha chiuso definitivamente la contesa.
Ennesimo capitombolo pesante per gli Oklahoma City Thunder che tra le mura amiche e ancora senza Kevin Durant perdono un’altra partita, questa volta contro dei Knicks in netta crescita. Se ormai i 34 punti e 7 assists di Westbrook si mettono tranquillamente in conto è difficile accettare di concedere il 60% da tre agli avversari, quando dall’altra parte si segnano solo 3 tiri su 29 tentati. I Knicks appoggiano la palla in post a Carmelo Anthony nel finale e lui risponde da campione disponendo a piacimento dei diretti avversari e regalando la vittoria ai suoi con sei punti nel momento in cui OKC stava rientrando. L’ultimo (multiplo) tentativo di pareggio dei padroni di casa finisce fuori bersaglio.
I Clippers non si sono ancora ripresi dall’incredibile rimonta subita dai Warriors e patiscono un’altra pesante sconfitta in quel di Portland dove Damian Lillard domina il quarto periodo con il suo talento. Stotts prova la carta Hack a DeAndre e la strategia paga dividendi perché Jordan esce completamente dalla partita facendone una questione personale con Lillard che nel finale decide di porre fine a sette sconfitte consecutive, infilando due triple di talento purissimo per respingere la rimonta avversaria e mandare i titoli di coda.
Nelle altre partite spicca la vittoria di Memphis contro Houston che sembra già aver smaltito l’effetto positivo di Bickerstaff e subisce una tripla doppia di Gasol da 16 punti, 11 rimbalzi e 11 assists che regalano timidi segnali di risveglio per i Grizzlies. Partita ad alto voltaggio anche al Pepsi Center dove 38 punti di Brandon Knight regalano la vittoria ai Suns nonostante i 26 di Mudiay. Non scintillante Danilo Gallinari con 15 punti, ma4-14 dal campo.
Dopo il record dei Golden State Warriors, anche LeBron James mette un altro tassello nella sua carriera diventando il secondo giocatore della storia NBA assieme a Oscar Robertson a essere nei primi 25 all time sia per punti che per assists. Ha raggiunto questo ennesimo milestone ...
Chicago ha sfornato diversi talenti nella storia recente e alcuni come Jabari Parker e Jahlil Okafor, si sono anche affrontati in un torneo di High School quando c'era hype su di loro, ma non erano ancora le stelle in divenire che sono ora.
In un particolarissimo torneo loca...