Sciopero NBA: cosa è successo e quando riprenderanno i playoff

Un riassunto degli eventi degli ultimi caotici giorni, tra riunioni, tensioni, accordi, e proteste epocali che cambiano per sempre la storia della lega.
28.08.2020 18:26 di Paolo Terrasi Twitter:    Vedi letture
Sciopero NBA: cosa è successo e quando riprenderanno i playoff

L'antefatto lo conosciamo tutti: mercoledì sera, in una mossa senza precedenti, i Milwaukee Bucks, in seguito al caso Blake, hanno deciso di non scendere in campo per Gara 5 dei Playoff contro gli Orlando Magic. Successivamente, le altre gare della stessa serata (OKC-Houston e Lakers-Blazers) sono state ugualmente rinviate, e nella nottata italiana tra Mercoledì e Giovedì i giocatori hanno intrapreso un dialogo tra di loro e tra loro e la NBA, per esprimere il punto di vista del loro boicottaggio (anche se sarebbe più corretto dire "sciopero"). 

Nella giornata di Giovedì sono trapelati i dettagli di queste discussioni: inizialmente, le alte sfere del sindacato dei giocatori (guidato da Chris Paul ed Andre Iguodala) si è mostrato infastidito dai Bucks, per la loro mancanza di comunicazione che ha messo con le spalle al muro tutti gli altri, pur lodandone l'iniziativa. Successivamente, la tensione è salita quando le squadre di Los Angeles, guidate da Lebron James ed un particolarmente vocale Patrick Beverley (che si è scontrato apertamente con rappresentanti della NBPA), hanno espresso la loro volontà di cancellare la stagione, e quando Udonis Haslem, ex compagno di James e veterano rispettato, ha fatto notare le disastrose conseguenze economiche di una mossa così radicale, il numero 23 pare abbia abbandonato il meeting. 

Successivamente, molte fonti riportano come le discussioni si siano stabilizzate, con un clima più concilliante tra le parti, convinte sì della necessita di maggiori azioni di importanza sociale, specialmente da parte dei proprietari, ma al tempo stesso della necessità di riprendere la stagione. Importante, pare, anche il ruolo avuto da Michael Jordan, vero e proprio paciere ed intermediario, nella veste sia di proprietario NBA (di una squadra di un mercato piccolo, nonché unico afroamericano tra i 30 proprietari NBA), sia di ex giocatore: un deciso passo avanti per colui che veniva tacciato di essere solo interessato al business, con la famosa frase sui Repubblicani che comprano scarpe. 

Infine, arriviamo ad oggi, con una notizia dell'ultima ora: in un comunicato congiunto, la NBA ha espresso l'intenzione di riprendere a giocare sabato 29 Agosto. "Abbiamo avuto una discussione sincera e produttiva tra proprietari, allenatori, e giocatori, circa i prossimi passi per supportare l'equità e la giustizia sociale. Tutte le parti hanno concordato di tornare in campo il 29 Agosto con i seguenti impegni: 

1 la formazione di una coalizione per promuovere la giustizia sociale formata da rappresentanti tra giocatori, proprietari ed allenatori, concentrata su diversi aspetti come il voto, la riforma della polizia e della giustizia, e migliore impegno civico.

2 In ogni città dove una franchigia controlla una arena, i proprietari continueranno i loro sforzi per convertire le arene in seggi elettorali, per permettere voti sicuri attenendosi alle normative anti covid per permettere un voto di presenza per le categorie a rischio. 

3 la lega lavorerà con i giocatori ed i partner dei network per creare e promuovere spazi pubblicitari durante le gare di maggiore impegno civico per le elezioni locali e nazionali per migliorare le opportunità e la consapevolezza degli elettori nei processi di voto.