Alcune reazioni sul basket a porte chiuse, per la prossima stagione

La rassegna stampa di martedì 21 aprile 2020.
21.04.2020 13:14 di Alessandro Nobile   Vedi letture
Alcune reazioni sul basket a porte chiuse, per la prossima stagione

Paolo Galbiati, coach della Edilnol Biella, nell'intervista concessa al Giornale di Monza ha voluto fare il suo punto della situazione sul basket, dopo l'interruzione della stagione per l'emergenza Coronavirus con un occhio verso il futuro: "Giusto chiudere tutto, giocare a porte chiuse non ha senso, il pubblico e le emozioni che ti danno i tifosi sono fondamentali. Non si poteva fare, in A2 tante società vivono in gran parte sugli incassi dal botteghino. Ora vediamo come sarà il decorso del virus ma, secondo quanto si legge, sarà difficile avere il pubblico nei palazzetti prima del 2021. In generale ribadisco che è stata la decisione giusta quella di fermarsi per preservare la salute di tutti visto che si tratta di uno sport di contatto, ogni giocatore ha famiglia, genitori, parenti anziani, tutti sono a rischio. Attendere era francamente un’utopia, non si poteva, è morta e muore ancora adesso troppa gente, ho amici che sono stati colpiti direttamente e questo fa riflettere".

Intercettato da Tuttosport Giacomo Carrera, general manager della Novipiù Casale, ha voluto parlare della ripartenza dopo lo stop della stagione, parlando anche della prossima stagione: "Dalle idee e dalla voglia di scommettere sulle stesse. Vogliamo tenere legati i nostri sponsor, anche se potranno dare meno contributo. Vo­gliamo tenere i giocatori sotto contratto, cioè ripartire da Niccolò Martinoni, Davide Denegri, Fabio Valentini che vivono qui e abbiamo opzione con Simone Tomasini. Ma prima dobbiamo avere certezze su come saranno i campionati, per ora si inseguono i pettegolezzi che non aiutano certo. Fino a che non c’è il conto preciso di chi potrà e vorrà partecipare alla Serie A e alla A2, ci si muove su illazioni. - Sulle porte chiuse - Noi eravamo contrari anche alla ripresa della stagione conclusa. Il basket senza pubblico non ha senso: non c’è la forza della tv e dei relativi contratti, poi la A2 ha sempre puntato a portare pubblico ai pa­lazzetti, il che crea attaccamento e spinge i bambini al gioco. A porte chiuse ci sareb­be stato un danno non solo economico, ma di immagine. E sarebbe così anche in futuro".