Kevin Punter: “Qui per vincere e imparare da giocatori vincenti”

Le parole dell’ex Virtus, presentato ufficialmente come nuovo giocatore biancorosso: “Sono i piccoli dettagli a fare la differenza”.
07.08.2020 13:40 di Ennio Terrasi Borghesan Twitter:    Vedi letture
Kevin Punter: “Qui per vincere e imparare da giocatori vincenti”

Kevin Punter è alla seconda esperienza italiana dopo un anno speso a Bologna, ma nel frattempo ha giocato in EuroLeague prima all’Olympiacos e poi alla Stella Rossa. “E’ giovane, motivato, ma ha anche vinto”, dice il general manager dell’Olimpia, Christos Stavropoulos. “I primi giorni sono andati bene, ma guardiamo già al futuro, alla prossima settimana, quando ci saranno nuovi giocatori disponibili. Per ora vedo solo cose positive, non vedo l’ora di conoscere gli altri compagni sul campo”, dice KP.

QUANTO E’ MIGLIORATO – “Imparo ogni giorno, studio il gioco, ho cercato di capire meglio il ritmo. Guardando le partite di EuroLeague quando ero a Bologna e ho cercato di capire quando tirare o non tirare, quando passare o non passare. Sono i piccoli dettagli a fare la differenza”.

IL RENDIMENTO A BELGRADO – “Ho studiato tanto. Ho lavorato duro. Per me l’aggiustamento più importante è stato leggere e capire il gioco di più fuori dal campo. Questo è il motivo per cui mi avete visto eccellere, rallentare, sentirmi più a mio agio. E’ tutto qui”.

LA SCELTA DI MILANO – “Ho parlato diverse volte con Coach Messina. Per me l’obiettivo numero uno è vincere. Tutto quello che voglio fare è vincere. Vedendo il roster che abbiamo assemblato, credo che qui ci sia davvero la possibilità di farlo. E per me ci sarà anche la possibilità di imparare da giocatori vincenti. Conoscerli dentro e fuori del campo. Questo è estremamente attraente per me”.

CON PUBBLICO O NO – “Se guardi come gioco, non ho mai prestato tanta attenzione al pubblico, sono concentrato sul gioco al 100%. Capisco che sarebbe diverso, ma in termini di concentrazione non cambierà nulla. Il pubblico non influisce sul mio gioco”.

L’ADATTAMENTO ALL’OLIMPIA – “Continuerò a essere me stesso, il Coach mi permetterà di essere me stesso, cercherò solo di entrare in sintonia con tutti. Non andrò in campo pensando che sono o meno il giocatore di riferimento, non sono così, giocherò per la squadra e la aiuterò a vincere”.

UNDRAFTED – “E’ una sfida, quando finisci il college quello che puoi fare non è pensare se sarai scelto o meno, ma cercare di migliorare, che questo avvenga negli Stati Uniti o in Europa. Io ho deciso di venire qui perché mi sono reso conto che era il posto in cui avrei potuto imparare di più. Questo è il motivo per cui sono venuto in Europa, a sviluppare il mio gioco, diventare migliore”.