Gazzetta, intervista a Spagnolo: "Al Real per crescere come Doncic"

La rassegna stampa di Giovedì 20 Febbraio: intervista al giovane talento azzurro, le news su Teodosic, e colpo di mercato per Roma
20.02.2020 10:40 di Paolo Terrasi Twitter:    Vedi letture
Gazzetta, intervista a Spagnolo: "Al Real per crescere come Doncic"

Lunga intervista sulla Gazzetta dello Sport al nuovo azzurro Matteo Spagnolo, in procinto di esordire con la maglia dell'Italia in quel di Napoli. 

«Ho cominciato a tre anni. I miei genitori mi portavano in una palestra vicino casa a Brindisi dove mi ritrovavo ad osservare i ragazzini di sei-sette anni. Non riuscivo a segnare come loro. E quindi cercavo di fare canestro tirando con le mani da sotto. La passione per il basket viene da mio padre Fabio, lui era il capitano della Mens Sana Mesagne, giocava in Serie C, guardavo tutte le sue gare».«Gli inizi all'Aurora Brindisi, poi ho fatto un anno alla Mens Sana Mesagne, quindi il passaggio alla Stella Azzurra Roma dove sono stato 2 anni. Prima di partire per un qualcosa che ancora oggi giudico assurdo. Penso a ciò che facevo qualche anno fa e oggi mi ritrovo nella cantera del Real. Feci una buona impressione ai loro tecnici durante un torneo a Tenerife, nel periodo della Stella Azzurra. Da quel momento, mi hanno seguito con maggiore attenzione. Fino ad arrivare a dicembre 2017. Ero impegnato in un torneo a Belgrado, il giorno dopo noi della Stella avremmo incontrato il Real in finale. Mi chiama papà: "Il Real ti cerca, vuole che tu vada a vedere le loro strutture e farti firmare il contratto". Gli chiesi se fosse uno scherzo. In ballo c'era il Real, non un club qualunque. Era tutto vero. Mi trasferii nell'estate 2018»(...)«Vivo nella foresteria che si trova a Valdebebas, sono al liceo internazionale dove studiamo tutti noi "canterani" di basket e di calcio. Ci alleniamo nel pomeriggio, attorno alle quattro ore. Si lavora duramente, sul fisico e sulla tecnica. Al liceo studio spagnolo e inglese che comunque un po' già conoscevo. Ora parlo le due lingue senza problemi, e capisco qualcosa di serbo. In foresteria ci sono ragazzi da ogni parte d'Europa. Saremo settanta, sono l'unico italiano»(...)«Ho sempre guardato Teodosic, Spanoulis e Doncic anche se Luka solo da poco, lui ha appena 20 anni. Della Nba sono un fan dei Cavaliers, mi è sempre piaciuto Kyrie Irving ma il mio idolo sin da piccolissimo è stato LeBron»(...)«Vorrei diventare un giocatore speciale. Osservo molti particolari per assorbire il meglio da tutti: Il passaggio di Teodosic, il pick and roll e le letture sul tiro da tre di Spanoulis e i floater di Doncic»(...)«Da noi non si parla d'altro che di Doncic, d'altronde quello che sta facendo a Dallas è irreale. Lo vediamo come esempio da seguire. Ma non è così semplice»(...)«Non mi aspettavo neppure la convocazione, figurarsi l'esordio in nazionale »(...)«Resterò un'altra stagione in Eba, poi si vedrà. Ho fatto tutto il precampionato con i "grandi" di Pablo Laso, che emozione. Ancora oggi capita di allenarmi con loro, sono molto gentili. Reyes, Fernandez, Llull, Carroll e gli altri, tutti mi chiamano Teo e mi danno consigli»(...)«Il calcio non mi ha mai appassionato anche se mio padre è uno sfegatato tifoso della Roma. Seguo il football americano, non posso stare senza musica, vado matto per il rap e i pezzi di Roddy Ricch».(...)«Punto al massimo, quindi vorrei vedermi tra cinque anni in Nba. È tosta, perchè bisognerebbe essere un tipo alla Doncic. Però c'è sempre un percorso per arrivarci, diciamo che un primo step sarebbe giocare l'Eurolega»(...)«Punto a dare tutto l'aiuto possibile per la maglia azzurra. E vincere qualcosa. Vincere è sempre la cosa più importante»

Sempre rimanendo nel giro delle Nazionali, Milos Teodosic è tornato a Bologna. Così riporta il Corriere dello Sport - Stadio: "Niente nazionale serba e niente partita con la Georgia. La Virtus è rimasta ferma sulla posizione che è poi quella delle regole internazionali, secondo cui un patrimonio come quello rappresentato dal leader serbo richiama una serie di garanzie assolute per l'impiego nelle selezioni nazionali durante la stagione. Se ne parlerà più avanti per il rientro tra i convocati dopo l'infortunio che lo ha escluso dal Mondiale. Il giocatore si è messo a disposizione, concordando la linea col direttore generale Ron-ci, a sua volta in contatto costante con la federazione serba, che dal canto suo probabilmente ha considerato un impegno troppo robusto, per una sola gara, attivare un'assicurazione completa. E ha preferito rimandare il discorso più in là, ai prossimi impegni estivi, in un clima collaborativo tra club e istituzione cestistica serba."

Da una Virtus ad un'altra, la Roma ha ingaggiato Scott Barford: "La Virtus Roma si aggiusta il trucco con Jaylen Barford in vista dello sprint salvezza della Serie A. È la guardia che aveva incominciato la stagione a Pesaro il tassello scelto dal ds Valerio Spinelli per puntellare l'organico a disposizione di coach Piero Bucchi. Classe 1996, alto 191 cm per 92 kg di peso, Barford prenderà il posto di Liam Farley, rilevandone lo spot utilizzato solo per onor di firma (16 dimenticabili minuti in totale) e permettendo di allungare le rotazioni con un elemento già rodato nel campionato italiano, che nelle prime 20 giornate di campionato ha messo insieme una media 16 punti, 4.4 rimbalzi e 3.1 assist in 31.6 minuti di utilizzo. «È un giocatore di qualità - ha spiegato Spinelli - che ha talento e doti atletiche. Crediamo sia un'aggiunta molto utile perché ci consente di allungare le rotazioni e avere più opzioni, inoltre conosce già la Serie A dopo l'esperienza con la Carpegna Prosciutto e avrà quindi maggiore facilità nell'inserimento». La canotta di Roma è la seconda vestita da Barford nella sua avventura oltreoceano, iniziata proprio quest'anno dopo una stagione in G-League, la lega di sviluppo della Nba, con i Greensboro Swarm, prima squadra da professionista del giocatore nato in Tennessee dopo l'esperienza al college con gli Arkansas Razorbacks. Al termine del periodo universitario la guardia si era messa in mostra conquistando il titolo di miglior giocatore al torneo di Portsmouth nel 2018. «Sono felice di poter far parte della Virtus Roma - le prime parole capitoline di Barford - e non vedo l'ora di iniziare. Sono pronto per giocare e non vedo l'ora di farlo per questa squadra e questa città. Il mio obiettivo ora è solo quello di provare a vincere più partite possibile"