Meglio Lebron o Jordan? "Insieme un livello mai visto"

19.05.2020 18:30 di Paolo Terrasi Twitter:    Vedi letture
Meglio Lebron o Jordan? "Insieme un livello mai visto"

The Last Dance, oltre ad averci regalato nove intensissime ore di grande intrattenimento sportivo, ha rinfocolato il dibattito tra chi sia il GOAT: Michael Jordan o Lebron James. La stella dei Lakers pensa che assieme sarebbero stati imbattibili. “Per il modo in cui gioco a basket io, mettendo la squadra al primo posto, le mie caratteristiche avrebbero funzionato alla perfezione con quelle di Mike".

L'ex Cleveland ha discusso per quasi un’ora — nel suo suo show su Uninterrupted “WRTS After Party” — delle sue impressioni sul n°23 dei Bulls dopo gli ultimi due episodi di “The Last Dance": "Mike è un assassino, e con lui a segnare com’era capace di segnare e io a passare il pallone, con la mia abilità di leggere il gioco in anticipo [saremmo stati perfetti]”. Ho osservato tutto quello che Scottie è stato capace di fare con Mike. Io avrei portato tutto a un altro livello ancora. Pip è sempre stato uno dei miei giocatori preferiti, ma se avessi giocato da point forward accanto a Jordan in quei Chicago Bulls saremmo stati davvero di un altro livello

I due, insieme, in effetti, hanno giocato: MJ invitò il giovanissimo James al suo camp estivo a UC-Santa Barbara, subito dopo il draft 2003. “Quando il camp finiva io e Michael restavamo in campo insieme a una serie di giocatori di college da lui invitati. Iniziavamo a giocare attorno alle 9 di sera, e di solito si andava avanti per un’ora, un’ora e un quarto. Quando sono stato in squadra con lui non abbiamo mai perso una partita”. Il primo incontro, però, fu due anni prima, nel 2001, alla Hoops Gym di Chicago.  “A me lui sembrava Gesù Cristo. Per me Michael era Black JesusPer la prima ora stavo a guardare, non mi lasciavano neppure giocare. Poi quando qualche pro della NBA si stancava, allora al suo posto entravo io. 'Ehi, ragazzino, abbiamo bisogno di un decimo: vuoi giocare?', e a me non sembrava vero". La competizione era di gran livello, a sentire i nomi citati: "Paul Pierce, Ron Artest, Penny Hardaway, Jerry Stackhouse, Jamal Crawford, Eddy Curry e i giovani Bulls del tempo"

"Per un ragazzino come me cresciuto come sono cresciuto io a Akron, Ohio ogni ispirazione è fondamentale, e di solito questa arriva dai campioni dello sport o dagli artisti: sono loro a farti credere che puoi diventare tutto quello che vuoi. Per me Michael Jordan era una sorta di angelo mandato dal cielo che mi aiutava a superare alcuni dei giorni più bui della mia vita, perché anche se ero solo un ragazzino di 9 anni quei momenti non mancavano, e ogni giorno in cui sapevo di poter vedere una partita di Mike in tv per me era una iniezione enorme di energia, di vita”