Pagelloni Free agency, Vol 6: Miami e Portland, così non basta

A mercato concluso, vediamo e votiamo le mosse di vincitori e vinti dell’ultimo mercato: le prime parziali bocciature di questa estate
18.07.2019 14:13 di Paolo Terrasi Twitter:    Vedi letture
Pagelloni Free agency, Vol 6: Miami e Portland, così non basta

L'estate entra nel vivo, e cominciano ad andare in vacanza anche i GM delle squadre NBA, dopo il mercato più convulso della storia recente della lega. Tantissimi giocatori hanno cambiato casacca, tante stelle hanno spostato i loro talenti altrove, e conseguentemente, modificato i rapporti di forza ed il panorama della lega. Cominciamo con la parte più "critica": le squadre che non escono esattamente felici dal mercato. Tocca ai due poli opposti degli stati uniti prendersi i nostri "5": per Portland Miami hanno fatto mosse intelligenti, ma che poco servono per cambiare il loro status quo. 

Trail Blazers sono ripartiti dalla loro pietra angolare, quel Damian Lillard che è stato blindato per altri cinque anni, e meritatamente, dopo aver portato insieme a CJ McCollum i rossoneri al miglior risultato (le finali di conference) degli ultimi 15 anni. Tuttavia, il divario con i Warriors, nonostante fossero privi di Durant, era sembrato troppo ampio, come dimostrato dal sonoro 4-0 subito alle porte delle Finals. Scotto dell'inesperienza, degli infortuni (l'assenza di Jusuf Nurkic, tamponata eccellentemente da Kanter fino ad allora, si è fatta sentire eccome), o divario tecnico? Al Rose Garden hanno pensato alle prime due cause, intervenendo sul mercato in tal senso. Difatti, l'unico affare è stato l'arrivo via trade di Hassan Whiteside da Miami. Uno scambio che è costato elementi importanti come Harkless e Leonard, ed ha impedito la rifirma di Kanter Aminu. Gente fondamentale per l'ossatura della squadra di coach Stotts, che trova ora una polizza per l'assenza del Bosniaco (sebbene l'ex Heat arrivi da due stagioni quasi tragiche). Come reagirà Dame Dolla, in un ovest sempre più competitivo?

Gli Heat, che si sono liberati con un anno di anticipo del contratto di Whiteside, si trovano in una situazione complicata. Sono riusciti a fare un passo avanti, prendendo Jimmy Butler da Philadelphia, sacrificando Josh Richardson. L'arrivo di Meyers Leonard via trade e di Tyler Herro dal draft sono ottime aggiunzioni, la cultura e l'abilità di Spoelstra sono sempre presenti a South Beach, ma basterà? Per i playoff, a meno di cataclismi, si, ma vale la pena pagare 35 milioni l'anno un Butler over 30 per un sesto-settimo posto? Decisamente no, ed è per questo che gli Heat erano, insieme ai Rockets, i più agguerriti nella corsa a Westbrook. In una lega basata sui duetti, Jimmy Buckets è per ora a cantare da solo. E questo, per gli Heat, non è sufficiente.